{"id":1335,"date":"2017-04-22T17:49:32","date_gmt":"2017-04-22T15:49:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1335"},"modified":"2017-11-22T17:53:28","modified_gmt":"2017-11-22T15:53:28","slug":"click-clock-clack","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/click-clock-clack\/","title":{"rendered":"Click, clock, clack"},"content":{"rendered":"<p>La musica, in ogni sua forma, \u00e8 un fatto sostanzialmente umano; si tratta di una o pi\u00f9 persone che emettono suoni (che gli sembrano) armoniosi, che generano una emozione, in loro e poi magari anche in altri. Gi\u00e0 i greci antichi avevano scoperto la relazione matematica tra le note e le scale, e avevano classificato le melodie a seconda della distanza tra le varie note di una scala. Eh s\u00ec, perch\u00e9 non esiste musica di una nota sola (a parte la famosa samba, e certa musica religiosa), e non appena si suonano due note, successive o sovrapposte, entriamo nel campo della fisica: se le frequenze di vibrazione di queste note sono in armonia tra loro, il risultato ci sembrer\u00e0 piacevole. Naturalmente, in tradizioni musicali diverse, anche queste relazioni saranno diversamente apprezzate: certa musica tradizionale cinese che a noi sembra &#8220;scordata&#8221;, in realt\u00e0 corrisponde semplicemente a un sentire diverso dal nostro. Non solo: in Europa, nel &#8216;600, \u00e8 stato introdotto il &#8220;Temperamento equabile&#8221;, e cio\u00e8 una approssimazione della scala naturale, quella basata sulla fisica (per semplificare: un pianoforte basato sulla scala naturale avrebbe 24 tasti in un&#8217;ottava, anzich\u00e9 12). Basta ascoltare della musica non occidentale (quella cinese, una qualsiasi delle molte africane o giapponesi) per notare delle piccole discrepanze: il nostro orecchio \u00e8 talmente abituato al Temperamento che ogni altro intervallo ci pare sbagliato. Ma non \u00e8 cos\u00ec, e spesso apprezziamo dei cantanti (il cui strumento non \u00e8 temperato) proprio per la loro abilit\u00e0 di ignorarlo (a tratti).<\/p>\n<p>Intorno al 1980, con la popolarizzazione del sistema MIDI, viene introdotta un&#8217;altra importante novit\u00e0: il Clock. In origine (cio\u00e8 prima dell&#8217;80) era la sezione ritmica (batteria e basso innanzitutto) a dare il tempo a una band, che gli andava dietro. Ovviamente pochissimi batteristi sono in grado di mantenere esattamente gli stessi battiti al minuto per tutto un brano; si rallenta, si accelera. Non solo, ma se una canzone \u00e8 ben eseguita, \u00e8 naturale che in certe parti i BPM cambino lievemente: il ritornello deve spingere un po&#8217; di pi\u00f9, mentre magari la strofa \u00e8 pi\u00f9 seduta. Nella musica classica questo elemento \u00e8 fondamentale: la differenza tra un direttore e l&#8217;altro sta molto anche in come manipola questo aspetto della musica, rallentando o accelerando dove gli pare bello. Dal 1980 per\u00f2, in quasi tutta la Popular Music \u00e8 stato introdotto il Clock: se lavori col computer \u00e8 il Clock del software, se hai una band, spessissimo si registra con un click in cuffia, per mantenere costanti i BPM (e eventualmente poi sincronizzare, e magari aggiustare, col computer). Il risultato \u00e8 un ritmo claustrofobicamente costante.<\/p>\n<p>Sia il Temperamento equabile che il Clock sono approssimazioni. Molto utili, per certi versi: lo strumento fondamentale della tradizione classica ottocentesca, il Pianoforte, esiste nella sua forma attuale esclusivamente grazie al Temperamento. Non cos\u00ec il violino, o il basso fretless, strumenti non temperati in grado di produrre scale naturali. Vorrei anche aggiungere che, manipolandoli un pochino, anche tutti gli strumenti virtuali presenti nei software musicali potrebbero farlo. Purtroppo per\u00f2 in pochi ci provano.<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 il discorso sul Clock, che pure \u00e8 utilissimo per sincronizzare elementi diversi, ma che ha avuto un effetto nefasto su due fronti. Molta della musica che si ascolta in giro \u00e8 &#8220;quantizzata&#8221;, cio\u00e8 resa mostruosamente regolare dal PC (mentre perfino la Techno si avvantaggia di parti lievemente sfasate rispetto alla cassa dritta) e il suo inesorabile Clock. Non solo, ma il 99% delle canzoni che sento, quelle tradizionali strofa e ritornello, sono completamente prive di qualsiasi dinamica ritmica nella struttura: il ritornello suona esattamente come la strofa (con qualche suonino in pi\u00f9), e il tutto va precisamente alla stessa velocit\u00e0. Che non mi da fastidio in un brano di Method Man, ma me ne da moltissimo in una canzone di Ed Sheeran, per dire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La musica, in ogni sua forma, \u00e8 un fatto sostanzialmente umano; si tratta di una o pi\u00f9 persone che emettono suoni (che gli sembrano) armoniosi, che generano una emozione, in loro e poi magari anche in altri. 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