{"id":1290,"date":"2016-05-04T15:57:11","date_gmt":"2016-05-04T13:57:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1290"},"modified":"2016-10-04T16:00:59","modified_gmt":"2016-10-04T14:00:59","slug":"sempre-viva-i-redneck","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/sempre-viva-i-redneck\/","title":{"rendered":"Sempre viva i Redneck"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1291\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/rdnck.jpg\" alt=\"redneck pride\" width=\"250\" height=\"237\" \/>Negli ultimi anni, per mille ragioni, si \u00e8 andato affermando nel mondo un nuovo personaggio: il Redneck. Il termine, dispregiativo, descrive un americano bianco non urbano, spesso del sud, non agiato, il cui collo \u00e8 rosso per via del lavoro all&#8217;aperto. Nello stereotipo (a volte veritiero) il Redneck \u00e8 religioso e di destra; \u00e8 razzista, antiquato, beve birra, sposa sua sorella, va in giro in Pick-up e parla con un accento ridicolo. Naturalmente, come tutti i termini collettivamente dispregiativi, anche essere Redneck \u00e8 diventato oggetto di orgoglio.<\/p>\n<p>Negli USA il Redneck esiste da sempre. Recentemente per\u00f2 la sua popolarit\u00e0 \u00e8 diventata globale grazie ai Reality show. Che sono di molti tipi: il Grande Fratello e derivati, il genere Isola (con o senza famosi), gli show di sopravvivenza, i Talent, ecc. I miei preferiti sono quelli di <em>Turismo Antropologico<\/em>, dove veniamo trasportati in un luogo socialmente distante dal nostro: cercatori d&#8217;oro, camionisti estremi, spacciatori californiani ma anche vere mogli casalinghe, banchi dei pegni, ecc. Le star di questo tipo di show sono quasi sempre Redneck ruspanti, veraci, e apparentemente inconsapevoli. La lista \u00e8 infinita: si va dal terrificante <em>Here Comes Honey Boo Boo<\/em>, le avventure della modella bambina Honey Boo Boo Thompson (sei anni) e della sua folle mamma, al sublime <em>Duck Dinasty<\/em>, sulla vita Redneck di una famiglia di milionari nelle paludi della Louisiana, al favoloso <em>Alaskan Bush People<\/em>. L&#8217;agghiacciante <em>Toddlers &amp; Tiaras<\/em>, sui concorsi di bellezza per bambini, e <em>Say yes to the dress<\/em>, sulla drammatica scelta del vestito di nozze, pur non essendo espressamente <em>Redneck show<\/em>, ne sono sostanzialmente popolati. L&#8217;ultima variazione, che chiude il cerchio, \u00e8 <em>Redneck Island<\/em>: come <em>L&#8217;Isola dei Famosi<\/em>, ma coi Redneck. Credo che sia la prima volta che questo termine viene utilizzato esplicitamente, anche se l&#8217;appropriazione del dispregiativo (come il termine <em>Nigger<\/em> da parte degli Afro-Americani) non \u00e8 una novit\u00e0. In <em>Redneck Island<\/em> si mette in scena l&#8217;universo, il linguaggio, i modi di fare e la mentalit\u00e0 Redneck. L&#8217;effetto \u00e8 esilarante, ma anche di grande empatia: il Redneck \u00e8 gentile e ingenuo, pensa in modo semplice e diretto, e esprime una gamma di sentimenti spesso sconosciuti a noi urbanizzati, colti e supponenti.<\/p>\n<p>Eh gi\u00e0: pare che i veri miopi in questa vicenda siamo proprio noi. Infatti basta dare un&#8217;occhiata anche superficiale alla Storia della Cultura Pop per rendersi conto che il mondo sarebbe un posto immensamente diverso se non ci fossero i Redneck. Un eccellente esempio \u00e8 il Rock&#8217;n&#8217;Roll. Tutti sappiamo che \u00e8 una musica dei neri, successivamente popolarizzata da cantanti bianchi. Questo \u00e8 vero fino a un certo punto, perch\u00e9 nel R&#8217;n&#8217;R c&#8217;\u00e8 anche un bel po&#8217; di musica Country: musica bianca, e molto Redneck. Non solo, ma tutti i grandi interpreti del R&#8217;n&#8217;R erano personaggi molto Redneck: Elvis (Mississippi), Jerry Lee Lewis (Louisiana), Buddy Holly (Texas), e via dicendo. Chuck Berry (Missouri) e Little Richard (Georgia) non lo erano solo perch\u00e9 neri, ma il bacino culturale \u00e8 identico. Si potrebbe scrivere una bella storia del Rock americano dividendola in due parti: artisti nati e cresciuti in importanti citt\u00e0 (come New York o Chicago), e quelli dei piccoli centri, fuori dalle grandi rotte, a volte Redneck. Ovviamente poi c&#8217;\u00e8 il genere Redneck per eccellenza, il Country. Il quale non solo \u00e8 oggetto di sempre maggiore attenzione da parte del resto del mondo (anche perch\u00e8 alcune Popstar vengono da l\u00ec, come Taylor Swift), ma che si rinnova costantemente, allargando il proprio raggio di azione. Da un lato artisti innovativi come i Civil Wars, Lyle Lovett o Gillian Welch. E dall&#8217;altro quelli del Redneck Pride come Hank Williams Jr, estremista repubblicano e cantore dell&#8217;anima pi\u00f9 retriva del sud degli USA. Il cui padre per\u00f2 ha scritto alcune tra le mie canzoni preferite: perle di disperazione semplici, ingenue ma inesorabili, e profondamente Redneck.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, per mille ragioni, si \u00e8 andato affermando nel mondo un nuovo personaggio: il Redneck. Il termine, dispregiativo, descrive un americano bianco non urbano, spesso del sud, non agiato, il cui collo \u00e8 rosso per via del lavoro all&#8217;aperto. 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