{"id":1276,"date":"2005-12-27T13:35:09","date_gmt":"2005-12-27T11:35:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=4"},"modified":"2005-12-27T13:35:09","modified_gmt":"2005-12-27T11:35:09","slug":"hello-world-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/hello-world-2\/","title":{"rendered":"The Pugnetta Music Machine"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2005, a differenza che nel &#8217;65, esistono due modi per fare la musica: si pu\u00f2 fondare una band (o trovarne una gi\u00e0 fatta) oppure si pu\u00f2 fare da soli, con le tecnologie. Questo nuovo genere solitario, dopo qualche annetto di rodaggio, si \u00e8 ormai affermato come autonomo: il PC, i loop, le sequenze, i beat, ecc. A fianco di queste soluzioni, all&#8217;inizio solo per tastieristi, ne sono nate di nuove, sempre derivate dalla tecnologia digitale ma adatte agli altri strumenti. Forse la pi\u00f9 interessante di queste \u00e8 il Looper, il Loop delay, il Phrase recorder&#8230; I nomi sono molti ma il concetto \u00e8 sempre lo stesso: io suono o canto una frase, lui la registra, la ripete ad anello e io posso suonarci sopra, anche aggiungendo strati su strati. I principali clienti di questa tecnologia (nata nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;60 ma arrivata al grande pubblico solo vent&#8217;anni dopo) sono stati chitarristi e cantanti, anche se forse chi ha popolarizzato maggiormente questo trucco tra i musicisti \u00e8 stato Jaco Pastorius, bassista degli Weather Report dal &#8217;76 in poi. Nasce cos\u00ec la Pugnetta Music, musica fatta da s\u00e9, di solito per s\u00e9. Ma non voglio dare una connotazione negativa a questo termine, anzi; mi pare come come la masturbazione: \u00e8 bella, pu\u00f2 dare grandissima gioia ma non si sostituisce al sesso d&#8217;insieme. Ne \u00e8 semmai il naturale complemento.<\/p>\n<p>Il King di tutti i Looper \u00e8 certamente l&#8217;Oberheim Echoplex EDP, recentemente riproposto con marchio Gibson. Una macchina complessa ma davvero stupefacente, in grado di fare loop di otto minuti e consentire molte sovrapposizioni mantenendo una qualit\u00e0 cristallina: nel 1994, anno di uscita, era un miracolo. La cosa davvero interessante \u00e8 che l&#8217;EDP \u00e8 stato utilizzato per i generi pi\u00f9 svariati, dalla disco alla sperimentazione radicale, caso raro nel panorama delle tecnologie audio. Una delle ragioni \u00e8 sicuramente la peculiarit\u00e0 di questo tool, a met\u00e0 tra un effetto e uno strumento. I Looper oggi in commercio sono moltissimi, per tutte le tasche. Inoltre, volendo provare, basta avere un PC, una scheda audio e qualsiasi software per trattare i suoni. Il bello di questi apparecchi per\u00f2 \u00e8 che sono gi\u00e0 compatti, hanno dei comandi comodissimi (quasi sempre a pedale), li attacchi allo stereo (o all&#8217;ampli) e vai.<\/p>\n<p>Ho testato il Boss RC-20XL, sottotitolato Loop Station (\u20ac 289). Che funziona proprio bene, e suona come dovrebbe: l&#8217;ho provato con una Telecaster dritta nell&#8217;effetto proprio per capire la qualit\u00e0 della riproduzione e il risultato \u00e8 ricco e pulito; anche col microfono funziona bene. I due pedali (Rec\/Play\/Overdub e Stop\/Cancel) lo rendono una Pugnetta Machine perfetta, in grado di assicurare ricchi pomeriggi di soliloquio elettroacustico. Inoltre un click e un quantize (che taglia il loop a tempo anche se suonate storto, creando effetti inaspettati), allargano ancora la paletta delle possibilit\u00e0. Dati i 16 minuti di campionamento (distribuiti su tracce illimitate), l&#8217; RC-20 \u00e8 uno strumento duttilissimo, adatto sia ai novelli Philip Glass o Meredith Monk che ai chitarristi da competizione (che speriamo siano sempre meno). Pu\u00f2 memorizzare fino a 11 loop diversi, richiamabili a pedale (per amanti della pugnetta con variazione) e, grazie ai tre diversi ingressi, \u00e8 possibile registrarci qualsiasi cosa, incluso audio da CD. Quindi pu\u00f2 davvero diventare un ministudiolo estremo con cui trasformarsi in Terry Riley, nei Neri per Caso o, se preferite (e gliela fate), perfino nelle sorelle Lab\u00e8que.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2005, a differenza che nel &#8217;65, esistono due modi per fare la musica: si pu\u00f2 fondare una band (o trovarne una gi\u00e0 fatta) oppure si pu\u00f2 fare da soli, con le tecnologie. 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