{"id":1269,"date":"2016-03-30T16:13:14","date_gmt":"2016-03-30T15:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1269"},"modified":"2016-03-30T16:13:14","modified_gmt":"2016-03-30T15:13:14","slug":"tutti-trans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/tutti-trans\/","title":{"rendered":"Tutti Trans"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1274\" style=\"border: solid gray 1px;\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/dlzl2.jpg\" alt=\"rachel dolezal\" width=\"220\" height=\"252\" \/>Uno dei cambiamenti epocali nella storia dell&#8217;uomo nasce dall&#8217;idea che ognuno di noi pu\u00f2 diventare quello che vuole. Per millenni il destino era quasi sempre pre-determinato: se nascevi povero, morivi povero. Se nascevi Principe, morivi Re (o morivi male). Non solo il &#8220;sogno americano&#8221; si basa proprio su questa idea, ma anche il concetto di accesso universale all&#8217;istruzione: offrire a tutti le stesse possibilit\u00e0. Negli ultimi secoli, il principio di poter diventare quello che si vuole \u00e8 stato interpretato in molti modi diversi, e spesso si \u00e8 accompagnato all&#8217;idea della libert\u00e0. Un indicatore della libert\u00e0 di un paese sta anche nella sua capacit\u00e0 di accogliere questa spinta, e in certi casi di favorirla. Insomma: viviamo in un mondo nel quale, sempre di pi\u00f9, possiamo esprimere le nostre potenzialit\u00e0. Questo cambiamento non riguarda soltanto la sfera economica, o quella sociale. Oggi non solo l&#8217;eterosessualit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 vista come la norma (se non da gente che dovrebbe smetterla), ma \u00e8 sempre pi\u00f9 accettata l&#8217;idea che tra maschile e femminile esistano molti gradi diversi, e che si possa voler transitare da un genere all&#8217;altro. Un percorso non semplice, che guardo con grande rispetto: se lo intraprendi, vuol dire che per te \u00e8 davvero un&#8217;esigenza fondamentale. Inoltre a me piace molto la possibilit\u00e0 di potermi auto-determinare, e non mi sognerei mai di negarla ad altri.<\/p>\n<p>Un diverso, interessante esempio dell&#8217;effetto di questa idea sono i BBoys italiani i quali, non me ne vogliano (ce n&#8217;\u00e8 perfino qualcuno a cui voglio bene), sono in qualche modo trans-culturali: vengono dal materano ma camminano come a East LA. Hanno timide chiappette varesotte, ma ricoperte da magliettone extra-large. Sbagliano? Ma per niente, anzi: negli USA, uno dei dibattiti pi\u00f9 interessanti riguarda proprio l&#8217;appeal della cultura Afro-americana tra i teenager bianchi. Non solo ma anche io, adolescente nei tardi anni settanta, ero in qualche modo un Punk all&#8217;Amatriciana. In fondo mi stavo auto-determinando, e a guardare indietro non ci trovo niente di male, anzi: era anche il mio modo di essere un italiano diverso.<\/p>\n<p>Una delle storie secondo me pi\u00f9 ricche di spunti degli ultimi anni \u00e8 quella di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Rachel_Dolezal\" target=\"_blank\">Rachel Dolezal<\/a> (nella foto). Riassumo (ma se la cercate in rete trovate tutte le informazioni): nata da genitori bianchi, intorno ai trent&#8217;anni inizia a &#8220;identificarsi con gli Afro-americani&#8221;. La storia \u00e8 assai complessa, il personaggio molto ambiguo. Fatto sta che Dolezal si tinge la pelle, si arriccia i capelli e inizia a comportarsi come se fosse nera. Di pi\u00f9: diviene attivista dei diritti civili, \u00e8 eletta presidente della sezione locale della <a href=\"http:\/\/www.naacp.org\/\" target=\"_blank\">NAACP<\/a>, storica associazione per &#8220;l&#8217;avanzamento delle persone di colore&#8221;, e addirittura denuncia episodi di razzismo. Segue sputtanamento, gogna mediatica (viene fuori che \u00e8 pure una bugiarda seriale), e dichiarazioni di ogni genere. Alla fine Dolezal cede: &#8220;&#8221;Riconosco di essere nata da genitori biologicamente bianchi, ma mi identifico coi neri.&#8221;<\/p>\n<p>Naturalmente la storia di questa signora ha una morale tutta diversa, e un retrogusto terribile: identificarsi con una minoranza oppressa per potersi sentire oggetto di discriminazione. Per\u00f2 la sua frase mi ha colpito molto, scatenandomi mille riflessioni. Ho un cugino che \u00e8 nato tedesco, ma imprigionato in un corpo italiano: da quando vive in Germania ha ritrovato se stesso. E&#8217; un trans geografico? Se un uomo diventa donna, potr\u00e0 poi essere <a href=\"http:\/\/www.huzlers.com\/glamour-magazine-finally-strips-caitlyn-jenner-of-woman-of-the-year-award-will-be-presented-to-a-real-woman\/\" target=\"_blank\">una paladina dei diritti femminili<\/a>? Un Coreano potrebbe diventare Salentino, o viceversa? E, avendolo scelto e desiderato con forza, non potrebbe esserlo perfino meglio di un nativo? O anche: posso suonare il Blues in modo credibile, o mi sto identificando coi neri? Insomma: pare che uno dei concetti che stanno entrando in una crisi profonda e forse irreversibile \u00e8 &#8220;Chi siamo&#8221;. E se siamo onesti e ci guardiamo bene dentro, \u00e8 evidente che nessuna categoria funziona davvero pi\u00f9. Maschio? Bianco? Italiano? Non esattamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei cambiamenti epocali nella storia dell&#8217;uomo nasce dall&#8217;idea che ognuno di noi pu\u00f2 diventare quello che vuole. 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