{"id":1258,"date":"2015-12-12T14:03:45","date_gmt":"2015-12-12T13:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1258"},"modified":"2015-12-12T14:03:45","modified_gmt":"2015-12-12T13:03:45","slug":"non-tutti-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/non-tutti-tutti\/","title":{"rendered":"Non tutti tutti"},"content":{"rendered":"<p>Scrivo questo articolo due giorni dopo la strage di Parigi. Quando lo leggerete avrete gi\u00e0 visto e sentito tutto, dalle raffinate analisi ai commenti stupidi, dai titoli inaccettabili alle mille manifestazioni di solidariet\u00e0. Naturalmente c&#8217;\u00e8 dello sdegno, del dolore, dell&#8217;incredulit\u00e0, e una generale (umanissima e comprensibile) incapacit\u00e0 di capire tanta ferocia: sparare sulla folla a un concerto, poi ricaricare e farlo di nuovo, guardando in faccia le tue vittime &#8211; tuoi coetanei &#8211; \u00e8 chiaramente un&#8217;escalation dell&#8217;orrore. E&#8217; altrettanto chiaro che nessuno sa bene cosa fare, e come reagire. Ma, al netto di aberrazioni razziste, non mi sento di biasimare nessuno. Nemmeno quelli, non pochi, che hanno avuto reazioni assai distanti dalla mia. Anche loro, come tutti noi, si sentono spaventati e impotenti. Mi chiedo: cosa possiamo fare?<\/p>\n<p>Io non lo so, e mi dispiace molto. Perch\u00e9 se sapessi cosa fare, se lo sapessimo, potremmo farlo. Invece tutte le strategie che mi vengono in mente sono a lungo termine, ne ho parlato in passato anche su questa pagina. Ma la domanda mi pressa e, a quanto vedo sui social network, non sono da solo. Eh s\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che molti di noi hanno espresso questo dilemma, e cercato una risposta. In molti casi non rendendosi esattamente conto di dove stavano, cosa stavano facendo e a chi si rivolgevano. Siccome mi pare una cosa seria, con delle conseguenze importanti, vorrei dire la mia su questo aspetto specifico.<\/p>\n<p>I social network sono tali in quanto ci connettono con altre persone (mi riferisco a Facebook in particolare; Twitter \u00e8 diverso, ma non poi tanto). Tutte le persone? No. Soltanto coi nostri amici, e quelli che ci seguono. Quindi, per esempio, \u00e8 stato uno strumento eccellente per sapere se i vostri amici che si trovavano fisicamente a Parigi stavano bene, o per far sapere ai vostri contatti parigini che eravate loro personalmente vicini in un momento cos\u00ec difficile per quella citt\u00e0. Soltanto a loro per\u00f2, perfino se il vostro diario \u00e8 pubblico.<\/p>\n<p>Purtroppo la grande maggioranza delle persone non sembra aver capito il meccanismo, e nei propri post appare rivolgersi al mondo intero. Dire di essere disgustati di fronte a tanta barbarie \u00e8 sacrosanto. Ma dirlo come se si fosse i soli fa un po&#8217; pensare, salvo a avere amici davvero particolari. Pubblicare l&#8217;immagine (di dubbio gusto, secondo me) della Torre Eiffel dentro al simbolo della pace, o virare coi colori della bandiera francese le foto dei profili Facebook (servizio offerto dall&#8217;azienda medesima) avrebbe senso se potessimo mostrarle ai militanti dell&#8217;I.S. Per\u00f2 non si pu\u00f2, quindi io vedo la tua, tu vedi la mia, ce le rimiriamo a vicenda e ci consoliamo essendo tutti parigini per un giorno. Ecco, questo mi pare il senso ultimo dello sdegno su Facebook: confortarci l&#8217;un l&#8217;altro, e illuderci di dire qualcosa al mondo mentre ce la stiamo dicendo a vicenda. C&#8217;\u00e8 perfino chi si rivolge direttamente ai terroristi, esprimendo sdegno e sfida. Chi spiega a queste persone che quel post lo legger\u00e0 sua cugina?<\/p>\n<p>Paradossalmente i social network del passato, il bar, l&#8217;autobus o il barbiere, offrivano una platea pi\u00f9 variegata &#8211; e a volte si litigava furiosamente. Perfino le bandiere della pace appese ai balconi erano pi\u00f9 efficaci: esisteva la possibilit\u00e0 che un guerrafondaio le vedesse per caso. Facebook invece non funziona cos\u00ec. Quindi la domanda rimane senza risposta: cosa possiamo fare? Di nuovo: non lo so. Per\u00f2 quello che dovremmo smettere di fare \u00e8 illuderci di cambiare il mondo con delle condivisioni, cliccando mi piace, dipingendo le nostre foto e ripostando dei memi. Non solo non serve, ma crea una pericolosissima illusione di attivismo. Col risultato che ci pare di aver partecipato a qualcosa, mentre abbiamo solo confortato noi stessi e rinforzato le nostre opinioni: utile, ma solo a noi. Ieri sera a Parigi la gente era in strada, per riprendersela. Magari dovremmo fare tutti lo stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivo questo articolo due giorni dopo la strage di Parigi. Quando lo leggerete avrete gi\u00e0 visto e sentito tutto, dalle raffinate analisi ai commenti stupidi, dai titoli inaccettabili alle mille manifestazioni di solidariet\u00e0. 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