{"id":1211,"date":"2015-02-03T18:28:24","date_gmt":"2015-02-03T17:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1211"},"modified":"2015-02-03T18:28:24","modified_gmt":"2015-02-03T17:28:24","slug":"the-hardest-working-man-in-show-business","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/the-hardest-working-man-in-show-business\/","title":{"rendered":"The hardest working man in show business"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1212\" aria-describedby=\"caption-attachment-1212\" style=\"width: 350px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1212 size-full\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/BL2_15.jpg\" alt=\"LATA vol 3\" width=\"350\" height=\"651\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/BL2_15.jpg 350w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/BL2_15-161x300.jpg 161w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1212\" class=\"wp-caption-text\">Live at the Apollo, vol III<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una delle cose divertenti della modernit\u00e0 \u00e8 la possibilit\u00e0 di studiare in maniera approfondita la carriera di certi artisti, e naturalmente anche di capire come mai ci piacciono, e qual \u00e8 stato il loro contributo alla storia del Pop. E&#8217; divertente perch\u00e9 la musicologia contemporanea ci permette di farlo ascoltando delle registrazioni, anzich\u00e9 analizzando partiture. E grazie alla rete e alle ristampe sistematiche di rarit\u00e0, oggi \u00e8 possibile scoprire il tragitto preciso di una certa idea, o di un suono. Esperienza incredibilmente proficua quando si decide di seguire il percorso di uno di quegli artisti che hanno ossessivamente registrato tutto: demo, album, prove, concerti. Gente come Frank Zappa (che ha pubblicato a bizzeffe mentre era ancora vivo), Jimi Hendrix (del quale, dopo la morte, \u00e8 uscito davvero tutto &#8211; forse anche troppo) o James Brown.<\/p>\n<p>Lo studio della musica di JB \u00e8 un&#8217;esperienza meravigliosa &#8211; e non si finisce davvero mai. Giustamente: ha inventato circa met\u00e0 della musica moderna. Proprio letteralmente. E, prima di farlo, aveva alle spalle una carriera lunga e ricchissima &#8211; e un posto d&#8217;onore nel pantheon della Black music. Ci sono un paio di snodi utili a capirne la centralit\u00e0, oltre al discreto film bio <em>Get on up<\/em>, uscito lo scorso anno. Innanzitutto il <em>TAMI show<\/em>.<\/p>\n<p>1964: negli USA il Teen pop \u00e8 popolarissimo. Il concerto <em>Teen Age Music International<\/em> si tiene a Santa Monica, e viene filmato per essere distribuito nelle sale. La lista dei partecipanti \u00e8 lunga (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/T.A.M.I._Show\" target=\"_blank\">la trovate su Wikipedia<\/a>), e tra questi c&#8217;\u00e8 James Brown. I Rolling Stones, alla loro prima esibizione americana, sono invitati a chiudere dopo JB (in quanto teenage novelty), e per anni si lamenteranno di essere dovuti uscire dopo di lui. Brown, gi\u00e0 trentunenne, all&#8217;apice delle sue forze creative (della prima fase), mette in scena uno show a voltaggio talmente alto che quasi viene gi\u00f9 il soffitto (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aZS9_pd6GZU\" target=\"_blank\">guardare su Youtube per credere<\/a>). Sono venti minuti che, tra l&#8217;altro, rivoluzioneranno la storia del ballo moderno: dentro ci sono Michael Jackson, Prince, la Break dance, la discoteca &#8211; tutto. Con in pi\u00f9 quella potenza quasi religiosa, e quella teatralit\u00e0 di passione e trance che diventera il suo trade mark. Vedere James Brown al <em>TAMI show<\/em> \u00e8 un&#8217;ottima chiave per capire i successivi cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<p>Insieme ai tre doppi dischi <em>Live at the Apollo<\/em>. Dove JB inventa, a seguire, l&#8217;album live (il primo lo registra nel &#8217;62 a proprie spese, per via dello scetticismo della casa discografica. Arriva secondo nelle classifiche, ed \u00e8 considerato il primo live moderno) e il Funk. S\u00ec, proprio quel ritmo che anima praticamente met\u00e0 della musica moderna, dall&#8217;Hip hop alla Techno. Lo inventa intorno al &#8217;68. Ce ne sono alcune tracce gi\u00e0 sul sublime secondo Live, proprio del 1968. Un disco incredibile, dove si sente Brown (e la sua band) perfettamente a suo agio in quel soul gospel dove l&#8217;amore \u00e8 struggente e James non ci sta dentro (questa <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=NTNhCSr_bRM\" target=\"_blank\">Prisoner of Love<\/a> \u00e8 la versione da incorniciare, come <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Zd96OUwbKqY\" target=\"_blank\">Bring it Up<\/a>, quasi inarrivabile). Ma dove inizia anche a spuntare quel funk rovente e malvagio che \u00e8 alla base del terzo dei Live at the Apollo, <em>Revolution of the Mind<\/em>, del &#8217;71. Qui il vangelo di JB, che ogni strumento \u00e8 in realt\u00e0 un tamburo, diventa una religione. Questa versione di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=iuN1uFtUnyo\" target=\"_blank\">Sex Machine<\/a> secondo me le batte tutte, e il rap improvvisato di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WppB6y797hk\" target=\"_blank\">Bewildered<\/a> resta nella storia, come i quasi 13 minuti di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=rygU6vAfg4c\" target=\"_blank\">Make it Funky<\/a>. Di JB sono anche state ristampate tutte le versioni non accorciate delle hit anni &#8217;60\/&#8217;70, e su album come <em>In the Jungle Groove<\/em> si pu\u00f2 ascoltare letteralmente la genesi di questo suono.<\/p>\n<p>Pochi artisti nel mondo sono stati altrettanto influenti, e pochissimi artisti pop. Di questi, probabilmente soltanto Hendrix e Brown hanno avuto tanta rilevanza nel modellare la musica dopo il loro tempo. Mentre del primo si riconosce la statura culturale, a volte sul secondo si glissa: non tutto quello che ha detto e fatto, in una carriera durata decenni, \u00e8 stato altrettanto centrale. Per\u00f2, nella storia della musica moderna, vicino a JB sono davvero in pochissimi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle cose divertenti della modernit\u00e0 \u00e8 la possibilit\u00e0 di studiare in maniera approfondita la carriera di certi artisti, e naturalmente anche di capire come mai ci piacciono, e qual \u00e8 stato il loro contributo alla storia del Pop. 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