{"id":1159,"date":"2014-06-28T17:30:12","date_gmt":"2014-06-28T15:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1159"},"modified":"2014-06-28T17:30:12","modified_gmt":"2014-06-28T15:30:12","slug":"che-cosa-sto-pensando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/che-cosa-sto-pensando\/","title":{"rendered":"A cosa sto pensando?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle esperienze pi\u00f9 potenti di questi ultimi anni \u00e8 certamente osservare la rivoluzione digitale, il suo costante rinnovarsi, e i poderosi effetti di questo cambiamento sulle nostre abitudini. Effetti che hanno molto in comune con quelli avvenuti per altre rivoluzioni tecnologiche (come il telefono o la tv), e alcune grandi differenze. Ultimamente, anche grazie a giornalisti intraprendenti e persone coraggiose, abbiamo anche scoperto alcuni degli aspetti nefasti di questa rivoluzione. Mi riferisco a Prism, al controllo delle comunicazioni, alla sostanziale scomparsa del concetto di privacy. Le rivelazioni di Edward Snowden hanno spaventato molte persone &#8211; tranne i complottisti, che hanno potuto dire: &#8220;L&#8217;avevamo detto&#8221; &#8211; e qualsiasi illusione di riservatezza nelle comunicazioni \u00e8 andata a farsi benedire. Ci si pu\u00f2 difendere, ma mai avendo la garanzia assoluta di riuscirci.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un altro versante che mi pare centrale, molto preoccupante e certamente altrettanto presente. Come oramai sappiamo quasi tutti, la popolazione sta passando agli smartphone, che sono come i cellulari ma con una opzione in pi\u00f9: internet. I vari piani tariffari offrono un traffico dati spesso sufficiente per consentirne un uso disinvolto e casuale, col risultato che oramai tutti circoliamo con una connessione addosso, spessissimo costantemente accesa. E per tutti intendo dire tutti, proprio tutti &#8211; inclusa la nonna, che finalmente pu\u00f2 guardare i nipotini su Skype usando il tablet che ha preso coi punti del supermercato, o spedire email folli, martoriate dal correttore automatico. So di zie che mandano allegati, anziani che fanno shopping online e ne informano i parenti via Whatsapp. Questo naturalmente \u00e8 meraviglioso: dimostra in modo inoppugnabile la ragione di esistere della tecnologia, che \u00e8 di estendere i nostri sensi. Per\u00f2 pone anche qualche problema di privacy: \u00e8 possibile che una app di shopping accesa in background, a cui si \u00e8 autorizzato l&#8217;accesso alla posizione, invii dati sulle nostre abitudini? E se, per comodit\u00e0, abbiamo abbinato la nostra carta di credito a quella applicazione (dovendoci fare acquisti), \u00e8 possibile che questi dati vengano incrociati? Mi pare proprio di s\u00ec, e non riguarda soltanto lo shopping. Ci sono app come quella di Facebook che chiedono accesso a tutti i dati: contatti, posizione, foto, notifiche, ecc. Che ne facciano buon uso mi pare davvero una pia illusione.<\/p>\n<p>Gli smartphone e i tablet hanno un altro aspetto rivoluzionario e problematico: sono a tutti gli effetti <em>wearable computer<\/em>, tecnologia a fior di pelle, a portata di mano. Col risultato che in tasca abbiamo un&#8217;estensione dei nostri sensi, perennemente connessa alla rete, la quale ci manda alcuni messaggi a nostra scelta: notifiche di Facebook o di Twitter, email urgenti o meno, quanti like abbiamo beccato su Tumblr o Youtube. Sorvolo sull&#8217;aspetto nevrotico della vicenda, per sottolinearne un altro che mi pare rivelatorio: \u00e8 evidente che la vecchia distinzione tra essere offline e online sia scomparsa. Siamo tutti perennemente online, un&#8217;esperienza esilarante e poderosa che per\u00f2 pone alcuni grossi problemi etici, di privacy, ecc.<\/p>\n<p>Personalmente ho molta pi\u00f9 paura di Google o Facebook che di Prism. Perch\u00e9 la sorveglianza globale me l&#8217;aspettavo, era prevista e forse quasi inevitabile (essendo possibile). Mentre la questione dei miei dati personali, quelli proprio pi\u00f9 intensamente miei, usati contro di me a scopi commerciali non solo mi indigna, ma mi terrorizza. Almeno io lo so, e posso immaginarne le conseguenze; mentre oramai esistono moltitudini di utenti completamente ignari (tra cui temo anche qualcuno di voi) che cliccano con ardore e incoscienza, piazzandosi proprio al centro del mirino di chi poi usa quei dati. Insomma s\u00ec, magari la CIA ci spia, pu\u00f2 darsi. Quello che invece \u00e8 sicuro \u00e8 che qualcun altro lo fa, per un motivo ben pi\u00f9 semplice: prendersi i nostri soldi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle esperienze pi\u00f9 potenti di questi ultimi anni \u00e8 certamente osservare la rivoluzione digitale, il suo costante rinnovarsi, e i poderosi effetti di questo cambiamento sulle nostre abitudini. 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