{"id":1153,"date":"2014-05-20T16:23:49","date_gmt":"2014-05-20T14:23:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1153"},"modified":"2014-05-20T16:23:49","modified_gmt":"2014-05-20T14:23:49","slug":"scienza-fantastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/scienza-fantastica\/","title":{"rendered":"Scienza fantastica"},"content":{"rendered":"<p>Nel raccontare una storia, gli ingredienti essenziali sono sostanzialmente due: che tipo di storia vogliamo narrare, e come vogliamo farlo. Sul fronte del come, negli ultimi 100 anni ci sono stati enormi cambiamenti, e a fianco dei generi tradizionali come la poesia o il teatro, ne sono nati di nuovi e potentissimi, come il cinema e il fumetto. Dal punto di vista del tipo di storia per\u00f2, siamo sostanzialmente ancora nel passato, e gli ingredienti essenziali di un buon racconto sembrerebbero essere sempre gli stessi: amore, morte, tradimento, onore, coraggio\u2026 Insomma, tra Omero e Sorrentino la differenza, sotto questo aspetto, sembrerebbe proprio poca. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una grande eccezione a questa regola, una narrativa che nel &#8216;900 ha avuto un&#8217;esplosione enorme, dalle conseguenze davvero profonde: la Fantascienza.<\/p>\n<p>Questo genere (letterario, ma anche cinematografico, televisivo, poetico e forse perfino musicale) nasce in un momento molto speciale della storia dell&#8217;umanit\u00e0: l&#8217;et\u00e0 vittoriana (secondo &#8216;800), una fase di forte innovazione tecnologica che ha portato profondi cambiamenti nella vita delle persone, dall&#8217;elettricit\u00e0 alla registrazione della musica. Ci sono molti esempi precedenti, come <em>Frankenstein<\/em> di Mary Shelley o i romanzi di Verne e di Poe, ma \u00e8 <em>La macchina del tempo<\/em> di H. G. Wells (1895) il primo a contenere tutti gli elementi tipici della Fantascienza moderna: la tecnologia, il paradosso spazio-temporale, la visione del presente attraverso la lente del futuro immaginato, e la proiezione di sogni e speranze di oggi sul domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1154\" style=\"border: solid gray 1px;\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/dkace.jpg\" alt=\"dkace\" width=\"550\" height=\"858\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/dkace.jpg 550w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/dkace-192x300.jpg 192w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>Nel corso del &#8216;900 il genere ha conosciuto una fortuna immensa, diventando &#8211; insieme ad altri &#8211; l&#8217;essenza stessa del &#8220;romanzo popolare&#8221;. In Italia la serie Urania (nata nel &#8217;52 e tuttora attiva) ha proposto, a prezzi popolari e in edicola, quasi tutti i grandi autori del genere. E&#8217; infatti proprio negli anni &#8217;50 che esplode la Fantascienza. All&#8217;epoca perlopi\u00f9 dominata da un tema assai ricorrente: alieni cattivi che invadono la terra. Questo non \u00e8 casuale: la guerra fredda, e la probabilit\u00e0 di quella nucleare definitiva, ha tinto di cupezza quel periodo. Nei &#8217;60 invece si cambia registro, e la speranza in un mondo migliore viene espressa perfettamente nella Fantascienza. La serie tv <em>Star Trek<\/em> (&#8217;65\/&#8217;69) immagina come vinte molte delle battaglie proprie di quegli anni, dalla parit\u00e0 sessuale a quella tra razze. Gli alieni non sono pi\u00f9 nemici da distruggere, bens\u00ec vicini diversi da rispettare. L&#8217;astronave di <em>2001 odissea nello spazio<\/em> (&#8217;68) somiglia a certa architettura assai sixties, mentre quella dei vari <em>Alien<\/em> \u00e8 certamente figlia dell&#8217;estetica anni &#8217;80. In <em>Bladerunner<\/em> (&#8217;82) piove sempre, segno dell&#8217;effetto del global warming, mentre in <em>District 9<\/em> (&#8217;09) gli alieni vengono chiusi nei ghetti: insomma grazie alla Fantascienza, ogni epoca ha il futuro che si merita.<\/p>\n<p>Alcuni autori di questo genere sono autentici fuoriclasse. Philip Dick, Ray Bradbury, Arthur Clarke nel passato, o pi\u00f9 di recente William Gibson, Neal Stephenson e Bruce Sterling hanno prodotto molto di pi\u00f9 di semplice Fantascienza: hanno saputo immaginare in anticipo oggetti, tendenze e tensioni culturali. Il termine Cyberspazio l&#8217;ha inventato Gibson (nell&#8217;82), e nel &#8217;53, in <em>Fahrenheit 451<\/em>, Bradbury aveva gi\u00e0 previsto quasi tutto.<\/p>\n<p>Oggi la Fantascienza \u00e8 un genere narrativo a pieno titolo, capace di esistere con altrettanta efficacia in media diversi, dall&#8217;anime alla tv, passando per cinema, letteratura e videogiochi. Non solo: se \u00e8 vero che noi ricordiamo il passato e immaginiamo il futuro, la Fantascienza \u00e8 certamente uno dei luoghi pi\u00f9 fecondi dell&#8217; l&#8217;immaginazione contemporanea. E se c&#8217;\u00e8 un&#8217;arte che pu\u00f2 aiutare l&#8217;umanit\u00e0 a migliorarsi, questa \u00e8 certamente quella di immaginare: futuri, ma anche soluzioni, strategie e idee per un mondo in evoluzione rapida, dove il domani sembra realizzarsi ogni giorno, ma dove i problemi purtroppo restano sempre gli stessi.<\/p>\n<p>(Immagine: Vulcan&#8217;s Hammer, Philip K. Dick, Ace books 1960)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel raccontare una storia, gli ingredienti essenziali sono sostanzialmente due: che tipo di storia vogliamo narrare, e come vogliamo farlo. 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