{"id":1112,"date":"2013-09-12T18:22:06","date_gmt":"2013-09-12T16:22:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1112"},"modified":"2013-09-12T18:22:06","modified_gmt":"2013-09-12T16:22:06","slug":"i-neo-gutturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/i-neo-gutturali\/","title":{"rendered":"I Neo-gutturali"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1113\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/BL9_13.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"253\" \/>Una delle buone ragioni per vivere in questo tipo di mondo \u00e8 certamente assistere agli effetti della rivoluzione tecnologica che pian pianino sta rivoluzionando molti aspetti della vita di tutti, nel bene e nel male. Quando i Cinque Stelle parlano di democrazia digitale o di &#8220;giudizio della rete&#8221;, si riferiscono a qualcosa che non esiste ancora davvero nel 2013, ma che molto probabilmente in futuro ci sar\u00e0. Esiste ancora oggi un digital divide, anzi molte separazioni diverse: generazionali, culturali, lessicali, linguistiche, ecc. Personalmente credo che Wikipedia sia una notevole conquista dell&#8217;umanit\u00e0 (nonch\u00e9 una preziosa risorsa). Ma il mio vicino sar\u00e0 d&#8217;accordo? E suo zio montanaro? E chi parla una lingua rara? E Borghezio? Lui pu\u00f2 sempre consultare Wikipedia in lumbard (<a href=\"http:\/\/lmo.wikipedia.org\/\" target=\"_blank\">lmo.wikipedia.org\/<\/a>), esilarante tentativo di tramutare un dialetto in lingua: come spiegare altrimenti la voce <a href=\"http:\/\/lmo.wikipedia.org\/wiki\/N%C3%BCmar_irazziunaal\" target=\"_blank\">N\u00fcmar irazziunaal<\/a>? Esiste qualcuno che cerca i numeri irrazionali ma non conosce altro che il bergamasco? Se da un lato Internet ci regala risorse come Wikipedia, o il mio attuale passatempo colto Google scholar (<a href=\"http:\/\/scholar.google.com\" target=\"_blank\">scholar.google.com<\/a>, il motore che ricerca nei testi accademici), poi consente (legittimamente, secondo me) a un manipolo di facinorosi lombardi di scrivere &#8220;I n\u00fcmar irazziunaj i \u00e8 precisameent chij da che l&#8217;espansi\u00fa decimalasa la ferma mai&#8221; senza coglierne il ridicolo, ma invece sentendosi attivi e partecipanti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un effetto collaterale comunissimo, dal quale \u00e8 difficile essere esenti: la rete \u00e8 fatta per partecipare, e i suoi strumenti sono immediati (forse perfino troppo) e molto vari: posso scrivere, fare video, foto, e poi sottotitolare i video, mettere didascalie nelle foto\u2026 Non ci sono limiti alla creativit\u00e0 &#8211; avendone una. E infatti moltissima della creativit\u00e0 brillante di oggi passa per la rete. Purtroppo ci passa anche molto altro: razzismo, sessismo, omofobia, odio, ecc. Eh s\u00ec, perch\u00e9 se di gente creativa ce n&#8217;\u00e8 un bel po&#8217;, e spesso su Tumblr si ride forte, sono una piccola minoranza rispetto a chi, non avendo (legittimamente) nulla da creare, invece usa la rete per protestare, trollare, strillare e in generale partecipare in modo rumoroso. E se tu pensi una sciocchezza, tipo che Elvis \u00e8 vivo (oggetto di una indimenticabile e costosissima puntata di <em>Voyager<\/em>), troverai milioni di fessi prontissimi a giurare che \u00e8 cos\u00ec. Meglio ancora se dici che qualcuno \u00e8 una merda. Se poi dici che la merda \u00e8 la casta, i politici o lo stato, becchi una marea di mi piace. Perfino se non sai come dirlo, se lo dici male: chi se ne frega, nell&#8217;orgia dei vaffanculo chi bada ai congiuntivi, o perfino alla verit\u00e0 di quello che affermi? L&#8217;intervista al neo-eletto grillino che svelava il &#8220;complotto degli impianti sottopelle&#8221; \u00e8 la punta di un iceberg talmente grande che esiste anche la parodia: il gruppo Facebook <em>Siamo la Gente, il Potere ci temono<\/em> produce satira proprio su questo (e su Grillo, che \u00e8 anche un po&#8217; un effetto di questo fenomeno).<\/p>\n<p>Insomma, l&#8217;impressione \u00e8 che in rete l&#8217;ignoranza vinca sempre e, anche grazie a un apparente anonimato, l&#8217;anti-tutto per principio regni sovrano &#8211; ed \u00e8 certamente cos\u00ec, almeno negli spazi &#8220;pubblici&#8221; come i social network. Tant&#8217;\u00e8 che, al grido di &#8220;Via la casta! Vaffanculo! Psiconano!&#8221;, adesso abbiamo della gente in parlamento. Qualcuno anche apparentemente dotato di favella, ma nella gran parte non mi pare. Mi sembrano, loro e il loro capo, il prodotto perfetto del trionfo dello strillo forte, del Vaffanculo senza forma e senza sostanza, in nome della &#8220;gente&#8221; e contro la casta &#8211; ma non si capisce a favore di cosa. E&#8217; il contrappasso della rete, uno strumento meraviglioso che per\u00f2 in questa fase premia chi strilla e non chi ragiona (non solo in politica), dove prevale l&#8217;opinione ovvia e non quella innovativa (facendo tornare in mente la terribile espressione <em>Il popolo bue<\/em>) e dove se hai pi\u00f9 mi piace hai vinto. Mi piace? Mica tanto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle buone ragioni per vivere in questo tipo di mondo \u00e8 certamente assistere agli effetti della rivoluzione tecnologica che pian pianino sta rivoluzionando molti aspetti della vita di tutti, nel bene e nel male. 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