{"id":1076,"date":"2013-02-15T16:50:59","date_gmt":"2013-02-15T14:50:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1076"},"modified":"2013-02-15T16:50:59","modified_gmt":"2013-02-15T14:50:59","slug":"metal-machine-music","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/metal-machine-music\/","title":{"rendered":"Metal Machine Music*"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei tormentoni che accompagnano rivoluzione digitale \u00e8 quello della presunta troppa facilit\u00e0 con la quale si possono produrre risultati &#8211; contrapposta all&#8217;artigiana lentezza dei secoli precedenti. Una polemica antica, che nei secoli \u00e8 stata usata contro ogni nuova tecnologia destinata alla creativit\u00e0. Per esempio la scrittura: la stampa a caratteri mobili, la stilografica, la macchina da scrivere (che avrebbe ucciso la poesia) e naturalmente il PC, che vuoi mettere il ticchettio della macchina da scrivere (esistono giornalisti vanitosi che continuano usarla, costringendo qualche sottoposto a digitalizzare il testo); si \u00e8 sostenuto che il Word processor avrebbe cambiato per sempre il modo di scrivere, che la carta era insostituibile e che andare a capo manualmente conferiva un ritmo alla scrittura (non me lo sto inventando). Scrivo da abbastanza tempo per aver iniziato su una macchina da scrivere, e ricordo con sgomento le tecniche di editing del testo: il bianchetto (una vernicella bianca scrivibile che si spennellava sugli errori), le X per eliminare parole superflue, e le forbici per fare a striscioline la pagina e rimontare un testo. Quand&#8217;\u00e8 arrivato il computer, a casa mia \u00e8 stata festa grande.<\/p>\n<p>Nella musica la botta \u00e8 stata assai pi\u00f9 poderosa, e le reazioni ancora pi\u00f9 veementi: in fondo, almeno all&#8217;inizio, lo sconforto di un batterista di fronte a una batteria elettronica si pu\u00f2 capire. Per\u00f2 solo all&#8217;inizio: oggi infatti la differenza \u00e8 evidente, e un batterista che si senta minacciato da una Drum machine probabilmente non \u00e8 un buon musicista. Se una macchina riesce a sostituirti al 100%, si vede che il tuo grado di specializzazione \u00e8 basso: \u00e8 vero nell&#8217;industria cos\u00ec come nella musica. Specie se si tiene conto di un fatto che a me pare ovvio ma che spesso si trascura: la batteria elettronica \u00e8 programmata da una persona, il cui gusto \u00e8 essenziale. Infatti esistono grandi produttori e pippe stratosferiche &#8211; mentre se bastasse un PC\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1077\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/lpsq.jpg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"733\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/lpsq.jpg 550w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/lpsq-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p>La polemica si fece furibonda negli anni &#8217;80, quando apparvero sul mercato strumenti MIDI sempre pi\u00f9 sofisticati e economici. Con un risvolto curioso: proprio i musicisti che all&#8217;inizio si scagliarono con pi\u00f9 veemenza contro la musica fatta con le macchine, qualche anno dopo le utilizzavano con disinvoltura (e risultati a volte raccapriccianti) nelle loro produzioni. Conosco un autore di musica teatrale (che non nomino perch\u00e9 \u00e8 pure permaloso) che utilizzava nei mix finali i ritmi &#8220;reggae&#8221; o &#8220;disco&#8221; del suo tastierone &#8211; non per scelta artistica, ma per comodit\u00e0. Naturalmente a fronte di questo cialtrone esistono milioni di raffinatissimi programmatori che hanno saputo produrre musica nativa digitale, suonando i loro PC come fossero degli Steinway.<\/p>\n<p>Ecco, oggi \u00e8 il turno della prima generazione di musicisti digitali di dire la loro sciocchezza, che \u00e8: &#8220;Vuoi mettere la professionalit\u00e0 e completezza del software audio pro, che \u00e8 s\u00ec digitale ma \u00e8 pur sempre uno strumento? Oggi con l&#8217;iPad tu muovi delle palle, strusci le dita sullo schermo e hai l&#8217;illusione di fare musica.&#8221; Esattamente l&#8217;obiezione fatta loro alcuni anni fa&#8217; da chi rifiutava la tecnologia. Per tutti costoro ho una notizia: la musica \u00e8 tecnologica da sempre. Il violino \u00e8 una macchina raffinatissima e cos\u00ec il pianoforte, strumento di una tecnologia senza precedenti. Quando fu introdotta la chitarra elettrica si disse che i chitarristi sarebbero diventati indistinguibili, e la musica tutta uguale. Certamente il suono di Hendrix \u00e8 anche di Leo Fender (inventore della Stratocaster) cos\u00ec come quello di Salvatore Accardo \u00e8 anche di Stradivari. Max Roach e Keith Moon suonavano lo stesso genere di batteria (strumento altamente tecnologico, e ancora in evoluzione), ma \u00e8 difficile immaginare stili pi\u00f9 distanti. Mentre \u00e8 facile immaginare cos&#8217;ha detto il primo bonghista che ha visto delle bacchette: &#8220;Ma vuoi mettere il suono delle mani? Da adesso tutti i tamburi suoneranno uguali, e suonarli diventer\u00e0 semplicissimo.&#8221;<\/p>\n<p>* titolo di un album di Lou Reed del &#8217;75 che gli attir\u00f2 molte critiche di questo tenore.<\/p>\n<p>Nella foto: una delle schermate di <a href=\"http:\/\/loopseque.com\/\" target=\"_blank\">Loopseque<\/a>, grazioso strumento per iPad.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei tormentoni che accompagnano rivoluzione digitale \u00e8 quello della presunta troppa facilit\u00e0 con la quale si possono produrre risultati &#8211; contrapposta all&#8217;artigiana lentezza dei secoli precedenti. Una polemica antica, che nei secoli \u00e8 stata usata contro ogni nuova tecnologia destinata alla creativit\u00e0. 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