{"id":1063,"date":"2012-12-05T13:38:32","date_gmt":"2012-12-05T11:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1063"},"modified":"2012-12-05T13:38:32","modified_gmt":"2012-12-05T11:38:32","slug":"freedom-of-depress","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/freedom-of-depress\/","title":{"rendered":"Freedom of depress"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1064 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/frn.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/frn.jpg 500w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/frn-300x238.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Mi colpisce, e mi fa sorridere, la polemica tutta italiana sui giornalisti condannati al carcere. L&#8217;occasione poi mi pare davvero perfetta: Alessandro Sallusti (che all&#8217;epoca dei fatti dirigeva Libero) pubblica un articolo, anonimo e diffamatorio, che in realt\u00e0 \u00e8 di Renato Farina (spia dichiarata e conseguentemente radiato dall&#8217;Ordine dei Giornalisti), il quale non potrebbe proprio pubblicare niente. Come direttore responsabile, Sallusti s&#8217;\u00e8 beccato pi\u00f9 di un anno di galera. Naturalmente si \u00e8 sollevato un coro unanime contro questo provvedimento, in un tripudio di distinguo; i due protagonisti infatti sono abbastanza indifendibili (e a qualcuno risultano perfino odiosi), bench\u00e9 il principio invece sembrerebbe universalmente accettato: niente pi\u00f9 carcere per i giornalisti.<\/p>\n<p>Come immaginate, a me piacerebbe moltissimo una stampa davvero libera, dove chiunque potesse esprimere la propria opinione senza paura. E, come ho gi\u00e0 scritto anche qui, invidio molto i paesi che godono di queste libert\u00e0, grazie a costituzioni pi\u00f9 garantiste della nostra e a leggi che tutelano sostanzialmente la libert\u00e0 di opinione. In alcuni di questi paesi il ruolo della stampa \u00e8 quasi sacro, e la libert\u00e0 di informare \u00e8 anteposta a qualsiasi altra questione. In altri, come gli USA, la libert\u00e0 di parola \u00e8 il cardine centrale intorno a cui ruotano tutte le varie regolamentazioni. Il risultato \u00e8 che si pu\u00f2 dire praticamente tutto. Il punto \u00e8: in che modo viene interpretata questa libert\u00e0 da giornalisti e direttori di testate?<\/p>\n<p>In un modo che da noi sembra veramente impensabile: ogni notizia viene meticolosamente verificata, spesso consultando fonti diverse per trovare conferme, e nel dubbio non si pubblica. Le informazioni potenzialmente controverse vengono passate al vaglio dell&#8217;intera redazione, di un editor, del capo-redattore, ecc. Per una ragione estremamente semplice: un giornale che pubblicasse una notizia non dico falsa ma anche solo imprecisa, metterebbe a repentaglio la propria credibilit\u00e0 in una maniera che qui in Italia non riusciamo nemmeno a immaginare. Ci sono giornalisti (e anche politici) che hanno dovuto cambiare mestiere per un&#8217;imprecisione colpevole, e subire conseguenze penali &#8211; non da gente che fa causa al giornale, ma citati dal giornale stesso, che si \u00e8 sentito danneggiato dalle azioni di un giornalista disonesto. Basta leggere il classico libro sullo scandalo Watergate di Bernstein e Woodward &#8220;Tutti gli uomini del presidente&#8221; per osservare questo meccanismo all&#8217;opera. Nei film e in televisione ci sono spesso riferimenti a questi temi &#8211; spesso persi nella traduzione italiana.<\/p>\n<p>Per le opinioni invece si adotta una politica diversa: chiunque pu\u00f2 dire ci\u00f2 che vuole di chiunque il quale, se vorr\u00e0, avr\u00e0 spazio per replicare. Fine della storia. Le opinioni, qualsiasi esse siano, sono tutte legittime &#8211; perfino quelle completamente deliranti (come il pastore americano che periodicamente brucia il Corano, scatenando il pandemonio tra i fondamentalisti islamici). In Italia invece, se le opinioni riguardano delle persone, si applica comunque il principio della diffamazione: non ci sar\u00e0 il carcere, ma spesso in passato sono stati ottenuti risarcimenti economici sostanziosi, e non solo ai danni di giornalisti: a comici e vignettisti non \u00e8 andata meglio. Ecco come mai le opinioni in Italia sono cos\u00ec prudenti: se le possono permettere solo i ricchi &#8211; e i grandi gruppi editoriali.<\/p>\n<p>Il caso Sallusti\/Farina per\u00f2 \u00e8 un po&#8217; diverso: &#8220;La notizia&#8221; sottolinea la Cassazione in una nota &#8220;era falsa&#8221;. E il mio amore per la libert\u00e0 di stampa non si estende alle notizie colpevolmente false: il carcere, la gogna, l&#8217;esilio, le liste di proscrizione, la deportazione coatta &#8211; niente mi pare adeguato a punire un gesto cos\u00ec spregevole.<\/p>\n<p>illustrazione: Renato Farina (di Animo Zegels)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi colpisce, e mi fa sorridere, la polemica tutta italiana sui giornalisti condannati al carcere. 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