{"id":1057,"date":"2012-10-24T15:36:59","date_gmt":"2012-10-24T13:36:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1057"},"modified":"2012-10-24T15:36:59","modified_gmt":"2012-10-24T13:36:59","slug":"naturalmente-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/naturalmente-no\/","title":{"rendered":"Naturalmente no"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"border: solid gray 1px;\" src=\"http:\/\/4.bp.blogspot.com\/-M0oU5PoMSZI\/Tj9PAhYbJoI\/AAAAAAAAJkE\/CKu7mLizuaE\/s1600\/fly.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"200\" \/>Fino a pochissimi anni fa la natura veniva considerata orribile e malefica, oscura e minacciosa, e una delle principali attivit\u00e0 umane era quella di inventare dei sistemi per separarcene e proteggerci. Poi sono arrivate la coscienza ambientale, la Teoria di Gaia e Slow Food e il dibattito si \u00e8 fatto pi\u00f9 confuso; si \u00e8 iniziato a parlare di &#8220;ritorno alle origini&#8221;, di riscoperta delle cose semplici della natura, dei contadini come depositari di un rapporto armonioso con l&#8217;ambiente &#8211; tralasciando certe questioni essenziali per inquadrare la questione. Eccone alcune.<\/p>\n<p>Il tema del &#8220;ritorno alla natura&#8221;. Secondo molti studiosi il nostro essere Homo Sapiens si definisce proprio in termini di distacco dalla natura: pi\u00f9 ne siamo lontani, pi\u00f9 saremmo Sapiens. A sostegno di quest&#8217;idea c&#8217;\u00e8 una semplice considerazione: fateci caso, moltissime delle invenzioni umane fondamentali, dal vestiario alla casa, dalle citt\u00e0 alle medicine, sono pensate proprio per separarci dalla natura. O vogliamo dire che il freddo non \u00e8 un fenomeno naturale? L&#8217;ambiente da sempre ci fa orrore, \u00e8 ricettacolo di fenomeni terrificanti dai quali dobbiamo difenderci. Non a caso la natura che piace agli ambientalisti \u00e8 il parchetto sotto casa, o un campo di fagiolini bio: vadano a farsi un giro di notte nella mia legnaia (da qualche mese ri-abito in campagna), o perfino nel boschetto (addomesticato ma non troppo) dietro casa. Luoghi dell&#8217;orrore dove la natura regna sovrana, l&#8217;uomo non ha alcun posto ed \u00e8 evidentemente destinato a soccombere. L&#8217;unico ambiente tollerabile per noi \u00e8 quello governato e ordinato, altrimenti c&#8217;\u00e8 l&#8217;Autan o lo spray anti-scarrafone, bestia naturalissima con la quale per\u00f2 gli animalisti non sembrano avere buoni rapporti.<\/p>\n<p>Tradizionalmente il punto di contatto tra l&#8217;uomo e la natura \u00e8 il contadino, dipinto dai cittadini come un saggio conoscitore dei magici, miracolosi meccanismi dell&#8217;ambiente. Questa \u00e8 una fesseria spettacolare, e chiunque abbia frequentato dei contadini lo sa benissimo. Non solo sono tra gli individui meno ecologicamente coscienti, ma avendo a che fare ogni giorno con l&#8217;ambiente lo trattano con grande disinvoltura. Anni f\u00e0 un mio vicino pastore, per distinguere le sue pecore da quelle di suo fratello tagli\u00f2 un orecchio a tutte le sue. Il suo vicino agricoltore una volta mi confess\u00f2 il suo sogno proibito: asfaltare la vigna per poter vendemmiare con la Panda. Il contadino sbaglia? E&#8217; vittima di una mentalit\u00e0 arretrata? Secondo me no. Fa quello che pu\u00f2, in un universo separato dove si trova in prima linea (o se preferite in ultima) nella lotta: contro i parassiti, le piante infestanti, le stagioni irregolari, la grandine, la siccit\u00e0, le mosche &#8211; insomma l&#8217;ambiente. Il contadino non vuole tornare alla natura: vuole tornare a casa, dietro alla sua amata zanzariera (invenzione di immenso successo nelle zone rurali). Sa che la natura \u00e8 feroce e aliena, e che noi umani certamente non ne facciamo pi\u00f9 parte, semmai ne abbiamo fatta in passato.<\/p>\n<p>Credo che per noi Sapiens non esista nessun ritorno alla natura possibile. Quello che mi pare pi\u00f9 probabile \u00e8 un accostamento progressivo, un cauto avvicinamento. Ho sempre trovato la tragica fine di Crocodile Hunter altamente simbolica: ucciso da quella natura con la quale cercava (con ottusa ostinazione) un contatto fisico, intimo, quasi amoroso. Mentre scrivo il mio gatto sta facendo strage di grilli in cortile: sono il suo integratore alimentare preferito, se ne mangia un centinaio al giorno. Questa \u00e8 la natura. Alla quale possiamo avvicinarci, sempre con cautela (perfino qui in Italia), ma solo se possiamo accettarne la crudelt\u00e0 innata, la selezione perfida e le manifestazioni spiacevoli o raccapriccianti. Altrimenti la zucchina del supermercato, magari biologica, come contatto con la natura andr\u00e0 benissimo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a pochissimi anni fa la natura veniva considerata orribile e malefica, oscura e minacciosa, e una delle principali attivit\u00e0 umane era quella di inventare dei sistemi per separarcene e proteggerci. 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