{"id":1044,"date":"2012-07-11T10:14:35","date_gmt":"2012-07-11T08:14:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1044"},"modified":"2012-07-11T10:14:35","modified_gmt":"2012-07-11T08:14:35","slug":"morte-ai-giovani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/morte-ai-giovani\/","title":{"rendered":"Morte ai giovani!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1045\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"BL7-8-12\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/BL7-8-12.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"200\" \/>Trovo immensamente irritanti i luoghi comuni sui giovani, ripetuti a vanvera da chiunque voglia apparire attento e lungimirante: largo ai giovani, i giovani sono il futuro, beata giovent\u00f9 e via dicendo. Naturalmente queste frasi le declamano i non pi\u00f9 giovani, e oggi che non lo sono pi\u00f9 neanche io, ne posso apprezzare la spettacolare vacuit\u00e0. Sar\u00e0 che ho buona memoria, e mi ricordo benissimo la difficolt\u00e0 di essere giovani in Italia: la scarsa credibilit\u00e0, la sensazione di doversi mettere in fila, quelle frasi spregevoli con cui si apostrofano i ventenni. Frasi terribili, che rivelano tutta la spocchia nascosta dietro ai luoghi comuni: &#8220;So&#8217; ragazzi, sognano&#8221;, &#8220;I giovani vogliono tutto&#8221;, &#8220;Un giorno capirete&#8221;\u2026 Se poi invece andiamo a vedere come si distribuiscono le responsabilit\u00e0 in questo paese, ci si accorge che la mitologia del giovane \u00e8 assolutamente virtuale: da Napolitano a Monti, dal direttore della tua banca all&#8217;amministratore del tuo condominio, i giovani sono un miraggio. Con alcune eccezioni esilaranti come il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che sar\u00e0 pure tecnicamente giovane ma \u00e8 nato anziano: uno che a 26 anni era coordinatore locale della Margherita ha chiaramente la Sindrome di Matusalemme.<\/p>\n<p>Come mai in Italia succede cos\u00ec mentre in altri paesi no? Di solito si tende a pensare a cause contingenti: c&#8217;\u00e8 poco lavoro, scarsa mobilit\u00e0 sociale, la dinamica scuola\/professioni funziona male, \u00e8 difficile sottrarsi alla presa tentacolare della famiglia\u2026 Tutto vero, ma anche no: le autentiche ragioni di questa drammatica situazione mi sembrano altre. Innanzitutto il profondo, radicatissimo tradizionalismo della societ\u00e0 italiana che non riesce a entrare non dico nel XXI\u00b0 secolo ma nemmeno nel XX\u00b0, e resta ancorata a valori e comportamenti controproducenti e dannosi. Un esempio: il pap\u00e0 di Renzi era democristiano di professione, e cos\u00ec anche suo figlio. Come mai? Il giovane Matteo avr\u00e0 sentito una attrazione irrefrenabile verso il centrismo? Come suo padre si sar\u00e0 identificato coi grandi del pensiero DC come Sbardella e Forlani? O invece sar\u00e0 come nel caso del mio dentista, che pianifica il suo ritiro lasciando studio e pazienti al figlio (che per\u00f2 magari di mestiere vorrebbe fare il sodomita)?<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 brutta che facciamo ai giovani in Italia mi pare un&#8217;altra: pensare di sapere cosa \u00e8 meglio per loro &#8211; pi\u00f9 di quanto lo possano sapere loro stessi. Un&#8217;idea ripugnante, feroce e inesorabile eppure comunissima, tanto da essere considerata ovvia e incontestabile. Chi si sottrae, e per fortuna sono sempre di pi\u00f9, viene bollato come ribelle, testardo e irresponsabile: &#8220;Il teatro? Mica \u00e8 un mestiere. Divertiti finch\u00e9 sei giovane che poi devi crescere, trovarti un lavoro vero e farti una famiglia&#8221;. Hai voglia a spiegargli che la vita \u00e8 tua, che il lavoro vero (aka impiego fisso) ti fa orrore, che magari sei gay: sei giovane e, beato te, non capisci un cazzo. Infatti non hai ancora capito che la vita \u00e8 sofferenza e compromesso, che non si pu\u00f2 volere tutto e che il segreto \u00e8 di sapersi accontentare di quello che si ha.<\/p>\n<p>Da persona quasi anziana vi rivelo un segreto: non \u00e8 vero, ma proprio per niente. La vita \u00e8 sofferenza se uno si incarca, si adatta a tutto e sente di non poter sfuggire al proprio destino. La vera miseria \u00e8 pensare che la ricerca della felicit\u00e0 sia un fatto oggettivo, uguale per tutti: una casa, una famigliola, un lavoro sicuro, un cellulare pazzesco. Se queste cose ti rendono felice, allora vai tranquillo. Ma se invece immagini la tua vita in un altro modo, con altri valori, non \u00e8 il caso di sentirsi in colpa ma invece di riflettere e reagire, programmare e quindi realizzare qualsiasi cosa ti sembri adeguata e degna. Col rischio di fallire, certo, ma anche il contrario (e se non provi non lo saprai mai). E a chi ti dice &#8220;Sei giovane, un giorno capirai&#8221; puoi rispondere a scelta &#8220;Sei vecchio, e se non hai capito ancora forse non capirai mai&#8221;, o anche semplicemente &#8220;Grazie, arrivederci&#8221;.<\/p>\n<p>Nella foto: Alberto Angela, erede (foto di Dmitry Rozhkov)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trovo immensamente irritanti i luoghi comuni sui giovani, ripetuti a vanvera da chiunque voglia apparire attento e lungimirante: largo ai giovani, i giovani sono il futuro, beata giovent\u00f9 e via dicendo. 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