{"id":1020,"date":"2012-05-24T15:41:53","date_gmt":"2012-05-24T13:41:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=1020"},"modified":"2012-05-24T15:41:53","modified_gmt":"2012-05-24T13:41:53","slug":"viva-dolphy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/viva-dolphy\/","title":{"rendered":"Viva Dolphy!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1021\" style=\"border: solid gray 1px;\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dlphy.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dlphy.jpg 250w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dlphy-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>Una delle teorie pi\u00f9 affascinanti degli ultimi anni \u00e8 quella detta <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Long_Tail\" target=\"_blank\">Long Tail<\/a>, e cio\u00e8 <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coda_lunga\" target=\"_blank\">Coda Lunga<\/a>. L&#8217;ha formulata (in maniera compiuta, ma certamente non per primo) Chris Anderson, e riguarda uno degli effetti pi\u00f9 macroscopici della rivoluzione digitale sui nostri consumi. In soldoni il concetto \u00e8 questo: con la rete, l&#8217;e-commerce e la conseguente disponibilit\u00e0 di molti prodotti (il termine tecnico \u00e8 &#8220;la lunghezza dello scaffale&#8221;: quello di Amazon \u00e8 praticamente infinito) i nostri consumi sono molto meno legati al momento, cio\u00e8 a quello che \u00e8 disponibile adesso, e molti prodotti, ad esempio artistici, hanno una vita magari piccola ma lunghissima. Inclusa in quest&#8217;idea ce n&#8217;\u00e8 un&#8217;altra non meno notevole: le nicchie non esistono pi\u00f9 come le conoscevamo nel ventesimo secolo, e oggi qualsiasi cosa \u00e8 reperibile praticamente sempre &#8211; da ovunque. Uno dei mercati floridi sul web \u00e8 quello dei libri fuori catalogo venduti (a volte per due soldi) su Ebay, e le case editrici stanno correndo ai ripari ristampando, pubblicando in versione elettronica, ecc.<\/p>\n<p>Per la musica questa \u00e8 una notizia meravigliosa (quasi quanto quella della recente iniziativa di Neil Young e altri per migliorare la qualit\u00e0 dei file musicali venduti in rete), e specialmente per gente come noi: chi legge questa rivista suppongo che consideri, anche positivamente, i suoi consumi di minoranza. Qualsiasi minoranza questa sia, non sfuggir\u00e0 a una regola inesorabile: meno siamo pi\u00f9 ci troviamo, ci scambiamo informazioni, dritte, oscure alternate take, demo di dubbia provenienza, ecc. Nel 2012 un fan di Madonna si diverte molto meno di uno di Fela Kuti, che pu\u00f2 passare intere settimane a ascoltare novit\u00e0, anche per via della discografia sterminata.<\/p>\n<p>Ecco un altro effetto spettacolare. Novit\u00e0? Da quando una b-side di un EP del &#8217;75 distribuito esclusivamente in Nigeria (e apparentemente registrato nel sottoscala di un lavaggio auto) \u00e8 una novit\u00e0? Pi\u00f9 o meno dagli anni &#8217;80, e cio\u00e8 dall&#8217;invenzione del CD e la sistematizzazione delle ristampe. Ma \u00e8 con internet, e la disponibilit\u00e0 infinita, che questo fenomeno esplode. E&#8217; ovvio che il negozio di dischi non vende quell&#8217;EP. Invece uno shop in rete non solo pu\u00f2 fornirti (magari legalmente) i file, ma magari farti arrivare il prezioso vinile originale. Questa orizzontalit\u00e0 dei consumi, dove un album (un libro o un film) del &#8217;75 e uno di ieri sono uguali, sta creando degli effetti notevoli. Due esempi che pesco tra i miei studenti (universitari): quello che, qualche tempo fa, scopre per caso i Tangerine Dream (paladini, nei &#8217;70, di una musica cosmica e infinita fatta di synth e psichedelia) e se ne appassiona. Non solo si procaccia l&#8217;intera discografia, inclusi diversi album in vinile, ma allarga la sua ricerca scoprendo I Popul Vuh, I Can e altri. E i suoi compagni non lo guardano affatto come un marziano; \u00e8 semplicemente un altro genere di nerd, con una propria fissazione. O quella che anni fa mi chiedeva di John Coltrane, mentre ammassava furiosamente suoi brani in mp3. L&#8217;ho rivista tempo dopo e mi ha detto che non solo lo ascolta ancora, ma si \u00e8 letta diversi libri e ovviamente ha fatto altre scoperte, tra cui Eric Dolphy.<\/p>\n<p>Ecco: l&#8217;idea che <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/Out-Lunch-Eric-Dolphy\/dp\/B00000I8UK\/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1340545413&amp;sr=8-1\" target=\"_blank\">Out To Lunch!<\/a> (1964) non solo si venda ancora, ma esista nella mente, nei gusti, nei player portatili delle persone mi pare una notizia meravigliosa. Innanzitutto per Eric Dolphy, ma subito dopo anche per tutti quanti noi, per la musica, per il futuro. Un futuro dove Freddie Hubbard e Henrik Schwarz coabitano senza frizioni nelle orecchie della gente, e che a me francamente pare luminoso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle teorie pi\u00f9 affascinanti degli ultimi anni \u00e8 quella detta Long Tail, e cio\u00e8 Coda Lunga. L&#8217;ha formulata (in maniera compiuta, ma certamente non per primo) Chris Anderson, e riguarda uno degli effetti pi\u00f9 macroscopici della rivoluzione digitale sui nostri consumi. 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