{"id":7426,"date":"2019-10-08T16:50:42","date_gmt":"2019-10-08T14:50:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/?p=7426"},"modified":"2019-10-08T16:50:42","modified_gmt":"2019-10-08T14:50:42","slug":"cordoglio-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/7426","title":{"rendered":"Cordoglio digitale"},"content":{"rendered":"<p>Una delle cose pi\u00f9 irritanti di Facebook \u00e8 la questione dei morti. Non i propri morti, che ancora passi, ma i morti famosi passati e presenti da celebrare, osannare, ricordare, piangere. C&#8217;\u00e8 gente che ha dei bookmark apposta e ogni giorno riesuma cantanti, attori, musicisti spesso davvero oscuri per rimembrarli mestamente online. Non parliamo poi di quando muore qualcuno davvero famoso: il social si scatena, \u00e8 tutto un grido di dolore, di cordoglio, di lutto eterno. Naturalmente ognuno ha la propria sensibilit\u00e0, ma se incontro qualcuno in un bar e mi dice che ha la faccia triste perch\u00e9 \u00e8 morto il contrabbasista dei TnaPnaKna (combo di trash del Buthan con all&#8217;attivo un 45), salvo che non sia suo nipote o il suo cane un pochino mi colpisce.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un altro aspetto collegato a questo. Il meccanismo di Facebook \u00e8 semplice: uno pubblica qualcosa e ottiene delle reazioni. Per esempio nei giorni scorsi ho avuto un sussulto di viralit\u00e0 quando <a href=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/7416\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la mia versione del manifesto pro-vita<\/a> ha ricevuto molti like e condivisioni. Viceversa, quando ho pubblicato <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HgbfUBZDuDw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il video di questo strepitoso cantantre tradizionale rumeno<\/a> dal nome sublime di Dona Dumitru Siminic\u0103 ho beccato zero like. Naturalmente sono abbastanza perverso da sapere che zero like equivale a infiniti like, e che il brutto \u00e8 prenderne due. Per\u00f2 naturalmente anche io sono vittima del meccanismo e se dico una cosa che a me pare spiritosa e prendo due like un pochino mi spiace. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un&#8217;eccezione. I miei post pi\u00f9 popolari (scritti qui ma condivisi anche su FB) sono quelli dedicati a amici scomparsi prematuramente. Testi scritti col sangue nelle dita in ricordo di fratelli, compadri, ex amori, gente vicina. Ecco: quei like (cuoricini, sorrisetti, ecc.) mi addolorano, mi sembrano un corto circuito nel meccanismo. Sono reazioni che non avrei voluto, stavo molto meglio coi miei soliti pochi like e i miei amici ancora vivi, e fare il pienone di like cos\u00ec mi pare terribile.<\/p>\n<p>Naturalmente non smetter\u00f2 di ricordare amici e sodali nel caso in cui se ne andassero, perch\u00e9 la memoria \u00e8 importante e necessaria (e questo Blog, a differenza di Facebook, rimane sempre l\u00ec). Per\u00f2 ho deciso che non voglio pi\u00f9 prendere dei like coi morti, mi pare di cattivo gusto. Per questa ragione non ho scritto il necrologio di Ginger Baker, scomparso ieri (peraltro a 80 anni). Eppure Baker ha riempito le mie orecchie fin da bambino, aveva capito tutto del ritmo (non a caso se ne va a vivere in Nigeria) e era una figura crepuscolare, irrequieta, scontrosa e intrattabile, proprio come piacciono a me. Per\u00f2 non avevo voglia di felicitarmi dei mie like per il necrologio di qualcuno, di utilizzare l&#8217;emozione funebre (cos\u00ec appiccicosa su FB) per captare la benevolenza dei miei &#8220;amici&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle cose pi\u00f9 irritanti di Facebook \u00e8 la questione dei morti. Non i propri morti, che ancora passi, ma i morti famosi passati e presenti da celebrare, osannare, ricordare, piangere. 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