{"id":6461,"date":"2018-09-14T10:30:54","date_gmt":"2018-09-14T08:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/?p=6461"},"modified":"2018-09-14T17:56:28","modified_gmt":"2018-09-14T15:56:28","slug":"luisa-mann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/6461","title":{"rendered":"Luisa Mann"},"content":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Luisa su un pullman che ci portava a un festival. In quella fase, ho scoperto dopo, lei stava vivendo la coda della sua prima vita. Giovane cantante di un gruppo Punk\/New wave appena sciolto, Luisa aveva un &#8220;lavoro&#8221;, uno di quei posti fissi per i quali in Italia si ucciderebbe. Io lavoravo alla Radio, facevo il Dj e scrivevo (anche io ho avuto alcune vite diverse, in una delle quali scrivevo di musica). Quel pullman ci portava a Barcellona; all&#8217;andata Luisa era in coppia, mentre al ritorno qualcosa era cambiato, e ci ritrovammo a chiacchierare a lungo. Eravamo assai diversi, innanzitutto stilisticamente: lei era nella sua fase Dark, amava gli Smiths e la New Wave, io ascoltavo Hip Hop, Funk e Musica Africana. Ma c&#8217;erano molte cose a unirci, innanzitutto l&#8217;idea che la vita fosse un pranzo assai pi\u00f9 elaborato, che volevamo assaggiare tutto. Ricordo perfettamente le prime volte che andammo insieme a Radio Citt\u00e0 Futura, dove lavoravo; e ricordo perfino quei circa cinque secondi di dubbio che le vennero all&#8217;inizio: &#8220;Posso farcela?&#8221; Non solo la risposta era ovviamente s\u00ec, ma nella sua prima mezz&#8217;ora di conduzione, una cosa divenne immediatamente chiarissima: non era solo brava, ma aveva talento &#8211; assai pi\u00f9 di molti di noi, incluso me. Infatti il suo apprendistato dur\u00f2 poco, fu immediatamente presa alla Rai per condurre programmi musicali &#8211; la sua seconda vita. Il lavoro fisso and\u00f2 a farsi benedire, e Luisa (che era gi\u00e0 Mann, essendo il suo vero cognome poco Rock&#8217;n&#8217;roll) divent\u00f2 &#8220;Luisa Mann&#8221;.<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"6462\" data-permalink=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/6461\/luisa\" data-orig-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa.jpg\" data-orig-size=\"450,450\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;ZIO&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;ZIO&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"luisa\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa.jpg\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-6462\" src=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa.jpg 450w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/luisa-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p>A differenza di me, che sono lento e noioso, nelle sue molte vite Luisa \u00e8 riuscita ad assaggiare quasi tutte le portate: cantante di culto (e bassista), conduttrice radiofonica di successo, moglie Rock&#8217;n&#8217;roll di una star internazionale (con tutti gli annessi e connessi, inclusa la doppia cittadinanza americana), rispettata professionista del marketing, militante animalista. Negli ultimi anni Luisa aveva trovato stabilit\u00e0 e focus, anche grazie a un compagno che amava molto, e ai suoi animali, che pure adorava.<\/p>\n<p>Ho molti ricordi di Luisa, naturalmente. Dei tanti a cui tengo, ce n&#8217;\u00e8 uno pi\u00f9 vivo e prezioso. Alla fine del 2001 mia madre si ammal\u00f2 gravemente e io mi trasferii a Roma per starle vicino. Furono dei mesi difficili, nei quali francamente non avevo molta voglia di vita sociale. Dopo l&#8217;ultima terribile crisi, in ospedale, decisi di riportarla a casa per farle passare gli ultimi giorni in un luogo familiare. Arriviamo la sera in ambulanza, e la mattina dopo spunta Luisa. Erano giorni complicatissimi, medici, assistenza in casa, un turbine di cose da fare ed emozioni da gestire: &#8220;Tu non preoccuparti di me; io sto in giardino, lavoro un po&#8217;, faccio delle telefonate, e quando vuoi fare due chiacchiere, io ci sono.&#8221; Non finir\u00f2 mai di ringraziarla per quelle chiacchiere, per quella presenza (non completamente disinteressata: i suoi genitori erano gi\u00e0 anziani, e Luisa era assai preoccupata dagli scenari futuri, che per me in quel momento erano assai presenti): i veri amici non si vedono solo nel momento del bisogno, ma anche (e direi soprattutto) nei momenti difficili, quelli che non si vorrebbe dover affrontare, ai quali \u00e8 doloroso anche solo partecipare. Quando mia madre \u00e8 morta, lei era l\u00ec.<\/p>\n<p>Domenica scorsa Luisa se n&#8217;\u00e8 andata, d&#8217;improvviso. Lasciando un vuoto nel pantheon di molte persone: ieri la chiesa era gremita di gente affranta. Naturalmente il pensiero corre a sua madre, e al suo compagno: queste sono esperienze dalle quali non si esce mai completamente integri, e il pensiero dei loro prossimi mesi mi spezza il cuore. Rimane il dolore, il senso di perdita, e una lieve ma persistente rabbia: la morte si \u00e8 portata via una persona che sapeva stare al mondo, che sapeva toccare le altre persone, e che sicuramente aveva ancora diverse vite da vivere. Se oggi in tanti piangiamo la sua scomparsa, \u00e8 perch\u00e9 in tantissimi, nel tempo, siamo stati felici della sua compagnia, abbiamo goduto della sua presenza, e gioito della sua gioia. Poi, col tempo, ci abitueremo a un mondo senza Luisa &#8211; ma sar\u00e0 un mondo meno sensato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Luisa su un pullman che ci portava a un festival. In quella fase, ho scoperto dopo, lei stava vivendo la coda della sua prima vita. 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