{"id":4776,"date":"2013-10-26T19:02:29","date_gmt":"2013-10-26T17:02:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/?p=4776"},"modified":"2013-11-06T16:29:06","modified_gmt":"2013-11-06T15:29:06","slug":"bassaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/4776","title":{"rendered":"Bassaria"},"content":{"rendered":"<p>Sto imparando a suonare il basso &#8211; o meglio sto sistematizzando tutte quelle cosette che sapevo sul basso (tra cui anche una cosa piuttosto importante come creare dei giri di basso campionato credibili &#8211; e cio\u00e8 &#8220;pensare&#8221; linee di basso), anche grazie al mio ottimo <em>Fender Precision American Special<\/em> (il pi\u00f9 economico dei bassi Fender made in USA) che mi vuole un gran bene. Il metodo che sto usando per affinare la mia tecnica, e per imparare a essere giusto sul tempo (che nel caso di musiche moderne non \u00e8 mai esattamente sul ritmo: a volte tira avanti, altre tira indietro) \u00e8 lo stesso che ho usato per la chitarra all&#8217;epoca, e che mi sento di raccomandare senza riserve a tutti, principianti e esperti (che per\u00f2 questa cosa certamente gi\u00e0 la fanno): suonare appresso ai dischi. Ovviamente ognuno ha il proprio livello tecnico e gusto musicale, e se da un lato magari all&#8217;inizio \u00e8 meglio evitare parti troppo ardue, esistono migliaia di software per imparare che rallentano la musica anche senza cambiare il pitch. A me per\u00f2 non servono: mi piacciono le linee di basso semplici, ma che devono essere suonate esattissime per funzionare. Ecco due esempi diversi di brani che uso come manuali di &#8220;suonare il basso in maniera esatta&#8221;:<\/p>\n<p>Nel primo il basso tira indietro, cio\u00e8 \u00e8 leggermente <em>seduto<\/em>, in ritardo (anche se non esattamente <em>in the pocket<\/em>, espressione in uso tra i musicisti americani che indica un modo di suonare molto indietro, come per esempio il basso nel reggae, o in certo funk lento). La parte \u00e8 semplice, un blues in minore, ma va eseguita in maniera precisissima &#8211; altrimenti non funziona. E mentre andate di basso, potete anche ascoltare l&#8217;ottimo Billy Gibbons suonare la chitarra come l&#8217;Arcangelo Gabriele. I buongustai lo sanno: sotto quelle barbone, c&#8217;\u00e8 della sostanza (il video con l&#8217;audio migliore ha questa brutta foto sessista: sorry).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/3W2_vb-tDUk\" frameborder=\"0\" width=\"420\" height=\"315\"><\/iframe><\/p>\n<p>Il secondo invece \u00e8 tutto diverso: \u00e8 Rumba, di una delle mie divinit\u00e0 minori, Tito Puente. Questo \u00e8 un po&#8217; il suo brano portabandiera. Il giro di basso \u00e8 semplicissimo: Re, La, Re pi\u00f9 alto, La, Re: tre note. In alcune versioni le note di La sono due, ma quest&#8217;\u00e8. Il problema qui \u00e8 un altro: inserirsi dentro una delle macchine ritmiche pi\u00f9 inesorabili che siano mai esistite, Puente e i suoi assassini del ritmo. Considerando anche che, mentre il basso tira in avanti (contrariamente a quanto succedeva pi\u00f9 sopra), tutto il resto della band tira indietro &#8211; e il bello sta proprio l\u00ec. In questa versione si sente poco, ma basta andare su Youtube e scrivere Ran Kan Kan per trovarne a dozzine. Mentre suonate il basso, cercate di non perdere il lume della ragione asoltando Tito che fa cose strepitose. Fateci caso: quando attacca lui, la band mette la quinta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/80c8oKBuqyo\" frameborder=\"0\" width=\"420\" height=\"315\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto imparando a suonare il basso &#8211; o meglio sto sistematizzando tutte quelle cosette che sapevo sul basso (tra cui anche una cosa piuttosto importante come creare dei giri di basso campionato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","footnotes":""},"categories":[15,4],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4776"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4776"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4776\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4799,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4776\/revisions\/4799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}