{"id":295,"date":"2004-11-17T00:29:21","date_gmt":"2004-11-16T23:29:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/2004\/11\/17\/hard-data\/"},"modified":"2017-01-17T18:23:17","modified_gmt":"2017-01-17T17:23:17","slug":"hard-data","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/295","title":{"rendered":"Hard data"},"content":{"rendered":"<p>Malgrado le varie interpretazioni diverse sul problema della musica negli ultimi anni (Napster, il P2P, la &#8220;pirateria&#8221;, etc.), su un dato sembrano essere tutti d&#8217;accordo: il mercato \u00e8 in crisi, si vende meno musica, sta finendo un&#8217;epoca. Purtroppo per\u00f2 poi ottenere dei dati dall&#8217;industria discografica \u00e8 sempre difficilissimo. Ecco a che servono gli studiosi: a far saltare fuori dei fatti sui quali studiare per capire e poi discutere. Vorrei quindi ringraziare Fabrizio Consoli, il quale ha avuto la lucidit\u00e0 di chiedersi i quanto, come, perch\u00e9 di questa vicenda facendoci una bella tesi di Economia alla Bocconi, intitolata &#8220;Gli effetti della tecnologia digitale sul mercato discografico: il caso del file sharing&#8221; (2004). La sua tesi \u00e8 che il Peer to Peer abbia avuto un impatto diversificato sul&#8217;industria musicale, e anzi che in qualche modo abbia giovato (affermazione sacrosanta e documentata). A supporto di questa idea ha cercato dei dati, e li ha fatti saltare fuori nientemeno che dall&#8217;IFPI, l&#8217;International Federation of the Phonographic Industry. Ecco le vendite globali di musica, divise per formato, dal &#8217;72 al 2002:<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"5696\" data-permalink=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/295\/glomusal\" data-orig-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/glomusal.gif\" data-orig-size=\"571,332\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"glomusal\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/glomusal-500x291.gif\" data-large-file=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/glomusal.gif\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5696\" src=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/glomusal.gif\" alt=\"\" width=\"571\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p>Giustamente Consoli prende in considerazione un periodo pi\u00f9 ampio degli ultimi 5 anni. La sua analisi parte dall&#8217;84, anno di introduzione del CD. Molto corretto: \u00e8 in quel momento che parte la rivoluzione digitale nella musica che, vent&#8217;anni dopo, porter\u00e0 a Napster. E nel mezzo ci sono stati i masterizzatori, la pirateria (quella vera), le molte campagne anticopia degli anni &#8217;90.<\/p>\n<p>Quello che non c&#8217;\u00e8 nel grafico ma che sappiamo tutti benissimo \u00e8 che quel gobbone azzurro (le vedite dei CD) nei primi 10 anni almeno \u00e8 composto per la stragrande parte di ristampe che tutti ci siamo ricomprati: roba che si vende tuttora da sola, senza costi aggiuntivi. E poi le compilation, che vendono moltissimo, i greatest hits, insomma si moltiplicano i reimpacchettamenti: non \u00e8 un caso che il grafico sia quasi tutto in salita.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un altro dato interessantissimo. Sappiamo che l&#8217;industria denuncia un crollo delle vendite: l&#8217;8,4% di pezzi in meno tra il 2001 e il 2002. Dice Consoli: &#8220;Assale per\u00f2 il dubbio che le lamentele siano pi\u00f9 accorate di quanto la situazione non richiederebbe. Dai numeri forniti dall&#8217;IFPI emerge un dato interessante. Pare infatti che le case discografiche abbiano ridotto l&#8217;offerta di musica, limitando il numero di nuove uscite annuali.&#8221; Questo l&#8217;avevamo notato tutti, no? Continua per\u00f2 la tesi: &#8220;Solo nel biennio 2000\/01 negli Stati Uniti, che rappresentano il 39% del mercato mondiale e dove il file swapping \u00e8 pi\u00f9 agguerrito, la quantit\u00e0 di album prodotti si \u00e8 ridotta del 19%. Non \u00e8 ovviamente un mistero capire su quali prodotti cada la scelta di non venir pubblicati.&#8221; Anche questo l&#8217;abbiamo visto tutti: ultimamente dalle major viene pop, solo pop, nient&#8217;altro che pop (il termine \u00e8 &#8220;appiattimento dell&#8217;offerta&#8221;): sono soldi certi. Ma poi un dubbio assale anche me: hanno ridotto le pubblicazioni del 19% e ci perdono l&#8217;8,4%? Ma ci pensa Consoli, che di Economia se ne intende, a farlo diventare una lamentela accorata: &#8220;Se in termini assoluti il valore del venduto \u00e8 stato inferiore nel 2002, questo non implica che ci sia stata una riduzione proporzionale del guadagno&#8230; Se un settore produce 10 e guadagna 100, e l&#8217;anno successivo produce 8 e guadagna 80, ci\u00f2 non significa che stia perdendo 20.&#8221; Se poi invece uno producesse 8 guadagnando 92&#8230;<\/p>\n<p>Scompaiono le major? Speriamo: non hanno veramente pi\u00f9 niente da offrire a nessuno, a parte dei lauti anticipi tutti per\u00f2 recuperabili. Sono state uccise da Internet? Non parrebbe. Se ne vanno con classe? Macch\u00e9: denunciano dei minorenni musicofili, rifiutano la buona musica e s&#8217;arintontoliscono de&#8217; bugie (loro e noi).<\/p>\n<p>Essendo una statistica assai rara mi pareva giusto renderla disponibile a tutti. Semmai la usaste, non dimenticate di menzionare Fabrizio Consoli e la sua tesi (che speriamo circoli aldil\u00e0 di questa citazione).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Malgrado le varie interpretazioni diverse sul problema della musica negli ultimi anni (Napster, il P2P, la &#8220;pirateria&#8221;, etc.), su un dato sembrano essere tutti d&#8217;accordo: il mercato \u00e8 in crisi, si vende&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":false,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=295"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5697,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295\/revisions\/5697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}