{"id":174,"date":"2005-07-16T15:12:13","date_gmt":"2005-07-16T14:12:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforoWP\/2005\/07\/16\/ammazza-che-grazia\/"},"modified":"2006-04-28T17:34:36","modified_gmt":"2006-04-28T15:34:36","slug":"ammazza-che-grazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/174","title":{"rendered":"Ammazza, che grazia"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" vspace=\"2\" hspace=\"2\" align=\"left\" src=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/immagini\/afamzng.jpg\" \/>Studiare le ragioni                      per cui una canzone piace \u00e8 un compito altissimo e                      difficilissimo a cui si dedica un tipo speciale di studioso                      chiamato musicologo. Fattost\u00e0 che c&#8217;\u00e8 n&#8217;\u00e8                      una che sembra piacere a molti per ragioni che trascendono                      il gusto; si intitola <strong>Amazing Grace<\/strong> ed \u00e8                      un inno religioso, anche se non si conosce esattamente l&#8217;origine                      della melodia (mentre il testo \u00e8 di un mistico settecentesco                      inglese). Ed \u00e8 proprio la melodia ad essere sorprendente:                      semplicissima, composta di due parti simili che si susseguono,                      eppure efficace in un modo quasi soprannaturale &#8211; in qualsiasi                      versione. Eccovene alcune: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/immagini\/AmGr1.mid\"><strong>la                      prima<\/strong><\/a> \u00e8 dritta e serve a sentire come                      fa (sicuramente la conoscete). La seconda potrebbe essere                      un&#8217;ipotesi sulle sue origini: una <strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/immagini\/AmGr2bp.mid\">versioncina                      per cornamusa<\/a><\/strong> (plastic\u00f2fona) in cui si                      capisce che funziona anche senza armonia, con una nota fissa                      come sottofondo. E la terza \u00e8 la <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/fosforo\/immagini\/AmGr3bl.mid\"><strong>versione                      gospel<\/strong><\/a>, blues, insomma black: una eccellente                      esecuzione per piano acustico (sono tutti file MIDI).<\/p>\n<p>Naturalmente                        esistono migliaia di versioni di questa canzone. Tra le                        pi\u00f9 belle quelle di <strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.nationmaster.com\/encyclopedia\/Mahalia-Jackson\">Mahalia                        Jackson<\/a><\/strong> e poi quella di Aretha Franklin (che                        ha pubblicato un album davvero incredibile con quel titolo                        nel &#8217;70) dal vivo, che dura oltre dieci minuti e ti pare                        di dover chiamare i pompieri. La versione di Ray Charles                        \u00e8, manco a dirlo, furibonda (bench\u00e9 troppo                        violinoide) e anche quella di Elvis, pi\u00f9 country-gospel                        (in 3\/4, a valzer lento), funziona a meraviglia. Ecco un                        raro caso in cui sono d&#8217;accordo con la maggioranza e, pur                        rispettando le opinioni discordanti, sottoscrivo appieno                        la definizione di &#8220;pi\u00f9 bella melodia mai sentita&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studiare le ragioni per cui una canzone piace \u00e8 un compito altissimo e difficilissimo a cui si dedica un tipo speciale di studioso chiamato musicologo. 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