{"id":15872,"date":"2023-11-04T18:36:30","date_gmt":"2023-11-04T17:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/?p=15872"},"modified":"2023-11-05T14:27:25","modified_gmt":"2023-11-05T13:27:25","slug":"cantami-o-diva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/fosforo\/archives\/15872","title":{"rendered":"Cantami, o diva"},"content":{"rendered":"<p>La voce ha sempre avuto un ruolo preminente nella musica Pop, essendo lo strumento che trasporta la melodia e anche il significato della canzone. Tradizionalmente (cio\u00e8 fino ai primi anni &#8217;50, e spesso anche dopo) ai cantanti venivano richieste, oltre alle basi, due conoscenze specifiche: saper &#8220;portare una melodia&#8221; (in inglese <em>to carry a melody<\/em>), cio\u00e8 interpretare la melodia con lo strumento-voce, e il fraseggio (non so se si traduce cos\u00ec, in inglese \u00e8 <em>phrasing<\/em>), cio\u00e8 il modo nel quale le parole viaggiano insieme alla melodia. I grandi cantanti come per esempio Sinatra o Nat King Cole sono maestri in ambedue queste arti. Poi negli anni &#8217;60 succedono due cose. Bob Dylan reinventa il phrasing, combinando elementi di Blues e Country: nella storia della canzone Pop c&#8217;\u00e8 un prima e un dopo Dylan. Ma soprattutto, sulla spinta del Rock&#8217;n&#8217;roll e del Soul, alle due conoscenze di cui sopra se ne aggiunge una terza, l&#8217;emotivit\u00e0: la voce non solo porta la melodia e il significato, ma attraverso inflessioni, sforzature e grida interpreta il senso del testo (non a caso i tradizionalisti li chiamavano <em>Urlatori<\/em>). In questo senso c&#8217;\u00e8 un prima e dopo Ray Charles (il primo e forse il migliore), James Brown e Aretha Franklin. Che si avvantaggiano di una struttura nuova mutuata dal Gospel: introdurre un Ad Libitum alla fine dei brani (che dal vivo poteva durare molti minuti) dove alzare il livello di intensit\u00e0, lasciarsi indietro la melodia e improvvisare utilizzando l&#8217;intera gamma dei suoni vocali. Un esempio quasi insuperabile \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Kq-4AgIJ-3E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la versione dal vivo di <em>Prisoner of Love<\/em><\/a> di James Brown (1968) dove per i primi 2&#8217;15&#8221; porta la melodia (con un phrasing impeccabile) e canta la canzone, e per i successivi 5&#8217;15&#8221; si abbandona a un flusso di coscienza sudato, intenso e rovente.<\/p>\n<p>Poi la musica si \u00e8 evoluta e l&#8217;elemento emotivo \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 preponderante, fino a mettere in secondo piano melodia e phrasing. Nel 2023 molti brani sembrano degli Ad Lib di canzoni inesistenti e il\/la cantante inizia a smutandare dopo 20 secondi, l&#8217;ululato impazza, il pubblico in delirio (in televisione). Il risultato \u00e8 che molti dei\/delle cantanti di oggi hanno un phrasing tremendo e prevedibile e, tranne alcune eccezioni, non hanno idea di come portare una melodia, variarla tra strofa e strofa e costruire l&#8217;effetto di tensione\/rilascio nel quale Withney Houston era imbattibile. Non a caso una delle tecniche pi\u00f9 frequenti oggi \u00e8 il noiosissimo salto di ottava alla Vasco, la canzone inizia bassa cos\u00ec poi nel ritornello ululiamo. Rimpiango il passato? No, ma faccio il tifo per un futuro migliore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La voce ha sempre avuto un ruolo preminente nella musica Pop, essendo lo strumento che trasporta la melodia e anche il significato della canzone. 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