La politica che uccide

Ieri era la giornata mondiale contro la droga. A San Patrignano s’è celebrato con la presenza di uno dei grandi responsabili planetari di questa guerra: il dott. Antonio Maria Costa, sottosegretario generale dell’Onu e direttore dell’Unodc, l’organismo delle Nazioni Unite per la lotta alla droga e al crimine. Intevistato dal Tg1, Costa ha dichiarato che in Italia sono in aumento il conusmo di Cocaina ed Extasy mentre sarebbe in calo quello della “droga che uccide”, l’Eroina. Ha usato proprio questa espressione così scientifica: la droga che uccide.

Forse il dott. Costa era sotto l’influenza del clima medievale di San Patrignano. Magari aveva mangiato pesante e ha avuto un lapsus, o forse sarà stato il caldo. Perche’ nel 2003 i decessi legati a TUTTE le droghe illegali sono stati 429 (secondo la Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia), mentre si calcolano in circa 21.000 l’anno (ventunomila, dott. Costa, oltre il 4.000%) quelli legati al consumo di Alcolici. E sarebbe l’Eroina la droga che uccide? Ma è ovvio che a nessuno dei soggetti coinvolti interessasse sottolineare questo dato: Costa combatte la droga, mica la grappa, il Tg1 è incastrato tra micidiali (ma remunerative) pubblicità di Tavernello, di cui non manca mai di elogiare i benefici e San Patrignano, che sostiene di curare anche l’alcolismo (un business assai più florido del recupero dei drogati), produce vino (127.500 bottiglie previste nel 2005). Alla salute.