Tele internet

Tra le molte altre cose, in questo periodo sto cercando di divulgare la mia proposta sulla Canapa; non è che mi immagini che domani cambia tutto. Però è una prospettiva diversa, sulla quale mi piacerebbe sentire l’opinione di persone diverse dai soliti (incluso me). Quindi cerco di mandarla a giornali, riviste e associazioni. Con scarsissimo successo: se si va sui siti, spessissimo la pagina di contatto non c’è. Non per mandargli una notizia, non per magari smentire qualcosa di sbagliato, non c’è. E passi se non si riesce a comunicare col Ministero: ma la FIOM? Il Fatto quotidiano? Il sito anti-proibizionista Fuoriluogo? Perché si fanno questo? Come mai non hanno un indirizzo (o l’hanno imboscato così bene che non si vede)? Poi magari gli tocca leggere la posta?

Brutto davvero. Considerando che con quattro click l’ho mandata al Guardian (tre dipartimenti diversi) e al New York Times (all’inviata storica da Roma, Rachel Donadio). Gli indirizzi erano sui rispettivi siti, alla pagina “contatti”. E non è che al Guardian non gli arrivi posta: è che magari sono interessati a quello che succede lì fuori, e non sempre solo a quello che capita là dentro. L’idea che un sito sia soltanto emittente e non ricevente, o perfino dialogante, è antica e sbagliata – ma purtroppo diffusissima in Italia.

Quindi, per cortesia, se conoscete qualcuno che ha uno zio che lavora per la nonna del suocero di Marco Travaglio o di Maurizio Landini, sareste così gentili da mandargli il link sergiomessina.com/proposta ? E mentre ci siete, fatevi anche piacere la pagina della proposta su Facebook. (Cosa non si farebbe per un’idea in cui si crede, eh?) In cambio un’altra cartolina spiritosa: