Louisiana on fire

Qualche post fa dicevo che la reazione di un paese di fronte a eventi di portata storica mi pare un indicatore importante della natura di quella nazione, e che la reazione del popolo inglese alle bombe di luglio m’era sembrata sobria e invidiabile. L’uragano Katrina, recentemente abbatutosi sul sud degli States, fornisce un altro segnale sulle profonde differenze tra Europa e Stati Uniti. Che io ricordi, in nessuna delle grandi catastrofi che hanno colpito l’Italia, dall’alluvione in Polesine al terremoto in Irpinia, si sono verificati casi di saccheggio barbarico (una pratica peraltro in certi casi perfino interessante, certo non durante una sciagura). Nemmeno durante lo Tsunami è successo niente del genere. Lo sciacallaggio magari si, ma il “regime di incendio, furto e stupro” che pare regni a New Orleans, altrove non si vede da decenni, forse da secoli.

Ovviamente poi qualcuno esagera anche sul fronte opposto (un’arte, quella di esagerare, in cui gli americani sono insuperabili). Michael Marcavage, direttore di Repent America (America Pèntiti), collega l’uragano con la manifestazione gay Southern Decadence, che avrebbe dovuto svolgersi a New Orleans pochi giorni dopo la catastrofe. Scrive: “Dobbiamo aiutare i sopravvissuti e pregare per le vittime, ma non dimentichiamo che i cittadini di New Orleans per molto tempo hanno tollerato il male e convissuto con l’abominio. Possa questo atto di Dio farci riflettere su quello che lasciamo che succeda nelle nostre città, e ci porti tremanti ai piedi del Trono del Signore”. (Qui trovate l’intero comunicato stampa; qui una reazione da gaynews.it)

L’America oggi ha certamente bisogno di aiuto (e forse per la prima volta nella sua storia accetterà quello straniero: sarebbe bello vedere dei militari Turchi prosciugare la Louisiana). Ma mi pare che l’aiuto più urgente sia psicologico; per cercare di farli uscire da questi medioevi della mente, a mio parere peggiori di qualsiasi atto di Dio.