Scuse

Qualche mese fa sua Santità Giovanni Paolo II ha deciso di compiere un gesto importante e significativo, certamente inaudito per il Vaticano. Ha infatti pubblicamente chiesto scusa per le colpe della chiesa nel corso della sua bimillenaria esistenza. In una suggestiva cerimonia, utilizzando una liturgia ideata appositamente (e con un linguaggio molto indiretto, insomma senza mai fare nomi) la chiesa si è scusata per i suoi propri sbagli.

E’ certamente un passo importante; purtroppo però mi pare anche completamente inutile. Ecco alcune delle macchioline che il Pontefice ha tentato di togliere dalla fedina di Santa Madre Chiesa:

Quando i conquistadores arrivarono in Centro-America trovarono una cultura antica e sofisticata; sorvoliamo sul fatto che i locali furono trucidati a migliaia nel nome della croce, e che i superstiti furono convertiti a suon di randellate. Nelle razzie furono rubati e portati in Spagna migliaia di manoscritti Aztechi e Maya. E il Papa li fece bruciare TUTTI perché opera del demonio, distruggendo in un solo colpo l’intera cultura scritta centro-americana.

Per centinaia di anni nella chiesa è esistita l’Inquisizione, un tribunale religioso incaricato di stabilire cosa fosse conforme alla dottrina e di punire le deviazioni. Tra gli altri che furono costretti ad “abiurare” (e cioè a dire “mi sono sbagliato, sono una merda”) troviamo Galileo, quello che ha scoperto come funzionava lo spazio. Solo che lo spazio non funzionava come voleva il Papa, ed era troppo grosso per torturarlo. Così il povero Galilei abiurò, per campare. A quelli che non lo facevano gli strappavano gli occhi, in nome del Divino Amore.

Le donne devianti invece venivano arse vive. Non solo quelle che praticavano la medicina tradizionale (che i preti chiamavano stregoneria), ma anche quelle diverse, perché magari sessualmente molto attive oppure omosessuali.

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa ha taciuto sull’olocausto, di fatto avallando col silenzio le stragi. Da non dimenticare che il motto dei tedeschi era “Dio con noi”, e che magari, essendo proprio il suo campo specifico, il Sommo Pontefice avrebbe potuto anche dire la sua.

Nel corso dei secoli la Chiesa ha creato e perfezionato una filosofia sessuofoba e repressiva, che ha prodotto e continua a produrre guasti immensi (basta guardare Roberto Formigoni per accertarsene) e che ha portato con se effetti collaterali enormi, come ad esempio lo stupro – invece praticamente assente nei paesi buddhisti.

Negli anni ’70 la banca vaticana era diretta da Monsignor Marcinkus che, insieme a Sindona e alla mafia, ha ripulito le tasche ad un bel po’ di risparmiatori. Più di recente il Cardinale Giordano, inquisito per presunti reati finanziari, non ha dichiarato “Processatemi, così scoprirete la verità”, bensì: “Sono un cittadino vaticano”.

In tempi di Aids, di carestie e di sovrappopolazione nel terzo mondo, il Vicario di Dio si scaglia contro i preservativi, di fatto condannando a morte moltissima gente, nata e non ancora nata, mentre poi prova a condizionare le scelte del mio paese sul tema dell’aborto al grido di “assassini”.

Negli archivi della Chiesa ci sono documenti fondamentali per la storia dell’umanità; scritti messi all’indice e che potrebbero ridefinire la storia del pensiero scientifico. Ci sono scoperte mai rivelate, idee nuove, magari opere letterarie di valore assoluto, e stanno a Roma in questo preciso istante, sotto chiave perché non conformi alla dottrina. E lì restano, pentimento o meno.

E poi mi pare proprio una cosetta risicata; ma come: una cerimonietta, due scuse e via? Cacchio: io beccavo tre avemarie ogni volta che mi toccavo, ogni bugiola che dicevo e questi qua, per tutto quello scempio, se la cavano così facilmente? No, scusatemi ma non sta ne’ in cielo ne’ in terra.

La Chiesa si scusa? Personalmente non le accetto le sue scuse. D’altronde è previsto che uno non accetti delle scuse, no? Scusarsi mi pare certamente un bene perché si ammettono le proprie colpe e si contempla il proprio comportamento indecente. Ma, dopo duemila anni di scempi, troppe avemarie dovete recitare prima di convincermi che siete cambiati davvero.

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