Everardo e Rita

“One two, to the three per mamma e bambini, ma non salvo gente come Rita Levi Montalcini”
(Speaker Cenzou “Ne ho per te”)

I nonni dovrebbero essere considerati da tutti un bene inestimabile. Simpatici, teneri e un po’ svagati, sono spesso persone che, giunte avanti con gli anni, mostrano la loro fragilità e la loro stanchezza, ma anche una saggezza data dall’aver fatto molte cose e aver campato abbastanza a lungo per ricordarle tutte. Mi piacciono le persone anziane: di loro mi fido sempre, e gli voglio istintivamente bene. O meglio, gliene volevo; perchè adesso certi brutti vecchiacci mi hanno tolto anche questo sentimento. Perchè adesso in ogni anziano sull’autobus vedo Everardo o Rita.

Rita: aveva vinto il Nobel (un miliardo e mezzo) e l’avevamo conosciuta: una signora apparentemente piccola (almeno in tv), ben incartapecorita, con dei capelli a catafalco e l’aria svagata che spesso ha chi possiede due cognomi. Una nonnina geniale, orgoglio dell’Italia nel mondo. Poi ha cominciato ad apparire: per la ricerca sul Cancro, sulla Sclerosi Multipla, su quella a Placche (chiaro, è una ricercatrice che si impegna nel sociale). Dal sociale al mondano, si sa, il passo è breve, ed ecco che Rita va dappertutto, anche se devo dire che in tv ha sempre mantenuto un certo decoro. Ma finalmente, dopo tanti affanni, ha capito esattamente cosa ricercare: il denaro. Appare infatti da qualche settimana in televisione per pubblicizzare una nota enciclopedia italiana. L’aria svagata è sempre quella, il tono è a metà tra una Agnelli e un oracolo; la domanda è: che cazzo c’hai fatto col miliardo e mezzo del Nobel? Te lo sei bevuto in un lampo? Avevi molti parenti da accontentare? Sei cocainomane? Si accettano scommesse.

Everardo (dall’inglese ever hard): mi è sempre stato assai simpatico (sono stato perfino ospite a Quelli che il calcio), fin dall’inizio. Da quando faceva l’economia per il Tg2. Era chiaro che aveva i numeri per fare altro, e si è visto. A Quelli che il calcio fa il nonnino svagato ma saggio, buono, che insegue le bambine e non si rende conto di niente: perfetto. CosÒ maledettamente perfetto che ci sono cascato per bene. Era troppo bello per essere vero. E infatti era falso.

Dice Everardo nell’offerta speciale: “E’ proprio cosÒ! Proprio cosÒ!” . Ma cosÒ come? Sei svagato e non ti accorgi dei goal dallo stadio oppure te ne fotti dei goal perché tanto poi ti pagano lo stesso? Insegui le bambine per via di una certa innocua arteriosclerosi oppure poi le rapisci, te le inculi e poi le mangi? Sei un buon vecchino saggio e simpatico (manipolato da pubblicitari senza scrupoli) o sei uno spacciatore di offerte speciali furbo e marpione (che si finge simpatico e svagato per contratto)? Non si scappa, Sempreduro. Deciditi e facci sapere.

E oltre a Everardo (dalla Noce) e Rita (Levi Montalcini), questo vale anche per Carla (Fracci), Sandro (Paternostro), Rosanna (Lambertucci) e tutti gli altri infidi buoni vecchini di “questa nostra patria” (grazie Oscar): volete che diamo ascolto alle vostre sagge parole? E allora perché vi comportate come la (ributtante) Nonnina della Ace?

(il post scriptum che segue non è mai stato pubblicato dal Direttore, che invece ha immediatamente provveduto a farmi pagare)

PS: Il primo numero di questa rubrica è uscito ad Aprile ’96. E’ stato consegnato alla fine di febbraio e scritto attorno al 15/2: non mi è ancora stato pagato (22/10). Vogliamo cercare di porre rimedio a questa grottesca situazione? Aderisci anche tu alla campagna “Soldi Liberi”. Spediamo tutti una cartolina (anche anonima, ma possibilmente brutta) all’indirizzo romano di Rumore (all’attenzione dell’ufficio Denari) chiedendo, ai sensi del comune senso della decenza, la liberazione del pagamento di RadioGladio ingiustamente ed immotivatamente incarcerato da mesi presso la Apache edizioni. Aiutiamo questi poveri soldi a svolgere fino in fondo la funzione per la quale sono stati pensati, stampati e guadagnati. Grazie.

PPS: Proficuo ’97, o mio lettore. E ricorda: Nasale con i tuoi, orale con chi vuoi!