L’eccezione Simon Thaur

Musicista, sciamano, pervertito, artista: ecco la storia di Thaur, pornografo molto contemporaneo.

Il nome di Simon Thaur dovrebbe essere noto ai frequentatori del porno: qualcosa di suo a volte la trovate perfino nei video shop italiani. Ma tra la SubWay Innovative ProdActions e gli altri produttori europei (GGG, Inflagranti, Magma, ecc.) c’è un abisso. Nei suoi film si respira un’atmosfera diversa, underground e diretta, estrema e molto kinky – forse troppo: non è mai stato invitato al Berlin Porn Film Festival (la cui terza edizione si svolge tra il 22 e il 26 ottobre) proprio perché considerato troppo oltre. Peccato, perché Thaur sembra possedere lunghe antenne e motivazioni quantomeno interessanti, come dimostra la sua storia: austriaco del ’60, inizia a suonare da adolescente; poi l’oriente (dice la bio: “1988-1990 sex guru of a travelling commune”) e una crisi personale che lo riporta in Europa nel ’91. Qui incontra la sua attuale compagna Kristen Krüger e nel ’94 fondano il KitKat, il primo club trance berlinese dove si può fare sesso in pubblico. Il successo è globale, e il KitKat quest’anno spegne 14 candeline.

Nel ’99 Thaur crea la SubWay, i cui primi film erano girati nel club – col pubblico come protagonista. Poi ha continuato a filmare al KitKat ma di giorno, sviluppando uno stile basato sulla sua “capacità di comunicare col genere femminile”: fanciulle evidentemente consenzienti, simpaticamente brutalizzate da una gang di gentaccia capitanata da lui, in un crescendo che attraversa molti generi (BDSM, Gangbang, Wet & messy, fino allo Scat, in certi casi), pieno di dialoghi e di realtà: “Ero stufo della pornografia che vedevo, imprigionata nei generi, così ho iniziato a farne io stesso; i miei film aderiscono alle regole di Dogma 95. Ho prodotto circa 250 film in 6 anni. Gli attori maschi (sempre gli stessi, ndr) sono i miei amici, e le attrici erano amiche di amici, o clienti del KitKat”. Nei film di Thaur c’è quello che vorrebbe vedere lui, che piace fare a lui, e in molti casi lo fa lui; in questo senso è un artista, forse il solo che abbia visto fare dei veri porno, e uno sciamano, uno che mescola umorismo e porno durissimo, umiliazione e consensualità, radicalità e psicologia. La parabola dei suoi film rispecchia fedelmente quella del suo desiderio: Sex Trance Bizarre (27 film), la prima serie, documentava l’atmosfera del KitKat: “Il club è nato anche perché fare sesso in pubblico era una delle mie fantasie.” Con la serie Experiment: Ausgeliefert Sein (61 film) nasce lo stile Thaur, che si sviluppa in varie direzioni, tutte legate alla sua curiosità. “In Breaking Taboos (15 film) volevo vedere quanto sesso si potesse fare per strada prima di venire arrestati”; per la serie Avantgarde Extrem (56 film) Thaur prende in mano la telecamera e alza il tiro con la regia, rimanendo presente nei film solo in voce (e a volte con le mani); ma è nella serie Portrait Extrem (18 film) che Thaur infrange uno dei tabù dell’industria, la coprofilia: “Il fatto che sia così controverso è stato certamente una motivazione aggiuntiva.” La genesi dell’ultima serie è significativa: “In giro si era sparsa la voce che giravo scene Scat, e questo creava molta prevenzione nelle potenziali attrici. In 3 Bengel für Charlie (34 film), benché certi elementi siano presenti, le ragazze (quasi tutte non professioniste) possono familiarizzare col genere di sesso che facciamo noi. Per me la dinamica è essenziale, come la consensualità. Così, di comune accordo, si poteva smettere o passare a pratiche più intense.”

In un universo obliquo e sordido come quello del porno, uno come Simon Thaur è l’eccezione; una sintesi inedita di elementi della contemporaneità, dalla logorrea produttiva all’idea del sesso come elemento di un immaginario più ampio. Dal 2006 ha smesso col porno. Ha sempre il KitKat Club, e spinge la sua musica: “Il principio è lo stesso dei film: mescolare i generi e infrangere tabù.” La trovate sul suo Myspace, e ulteriori informazioni sul suo sito Simonthaur.de.

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