La differenza tra TV e web, com’è noto, è che la prima è passiva mentre l’altra invece è (inter) attiva. La prima la guardi, la seconda la navighi, la clicchi, insomma opti – molto più che col telecomando. Da qualche tempo poi, con l’arrivo del web 2.0 (blog, Flickr, MySpace ecc.), la rete è sempre di più un guscio vuoto da riempirsi a cura degli utenti. YouTube, Flickr o MySpace, per esempio, esistono solo perché sono diventate piattaforme popolarissime e quindi molto ricche e visitate; ma sono gli utenti che ne producono i contenuti, determinandone l’orientamento, la qualità e quindi il successo. Dall’arrivo delle digicam sta succedendo la stessa cosa nel mondo del porno: siti vuoti, che offrono agli utenti tutta una serie di servizi legati alla pubblicazione del proprio materiale spinto. E non solo il semplice upload di immagini, ma pagine personali, messaggerie, forum, streaming video… una specie di MySpace del porno, dove non solo esporre il proprio corpo ma creare una rete di contatti e collegamenti con persone affini. Se per ogni band che arriva a un piccolo successo attraverso il web si grida al miracolo, sono già moltissimi i casi di persone o coppie che, una volta sfondato su siti come questi, creano delle micro-aziende, industrie del porno casalingo con un protagonista (di solito lei), un regista/attore (abitualmente lui) e un unico set: casa loro. Un caso da manuale è quello di Wifey & Hubby (mogliettina e maritino), star del casalingo digitale della prima ora e adesso tenutari di Wifey’s World (24,95 dollari al mese), sito dedicato alle performance di Wifey («the world’s most well endowed, orally obsessed housewife!») aventi come oggetto sempre e solo Hubby (di cui però il mondo conosce solo una parte anatomica). Se è vero, come si legge, che questo genere di pornografia si è accaparrata il 25% del consumo mondiale totale (un business da alcuni miliardi di euro ogni anno), qui non si tratta più di nicchie ma di un fenomeno gigantesco.
Ottimo esempio di MySpace del porno è Red Clouds, una costola di Voyeur Web, sito dello stesso genere ma più soft e gratis. L’accesso è a pagamento, solo 25 dollari all’anno e consente di guardare decine di migliaia di immagini autoprodotte dagli utenti, nonché di caricarvi le proprie. È inoltre possibile entrare in contatto con chi ha pubblicato immagini – sempre rimanendo tutti anonimi – e fare discussioni e richieste nei vari forum del sito: Foto Esplicite, Utenti Registrati, Annunci, Gay/Lesbiche, Fetish e Forum Speciali. Red Clouds (che esiste dal 2002) anima la propria sezione portale con una prevedibile Hall of Fame, cioè un elenco delle migliori esibizioni e una serie di concorsi a premio (tra i 200 e i 1000 dollari). Tra le categorie: Group sex, Sex in public, Sprea invitation e Our fetish. Red Clouds è solo un buon esempio di una tendenza generalizzata. Real UK Women (22,99 sterline al mese) è una variante europea dello stesso concetto. Qui però la provenienza geografica è rilevante; si accettano solo sudditi del Regno Unito: «Londra, Birmingham, Manchester, Bristol, Coventry, Cardiff, Glasgow, Newcastle, Hull, Leeds, Nottingham, Sheffield, York, Liverpool, Belfast, Derby, Leicester, Southampton e molte altre città […]».È il trionfo della ragazzotta, l’apoteosi dell’imperfezione, la fiera dell’entusiasmo – che però erode ogni giorno fette di mercato alla clonatissima Jenna Jameson.


