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22: L’eccezione Simon Thaur

Il nome di Simon Thaur dovrebbe essere noto ai frequentatori del porno: qualcosa di suo a volte lo trovate perfino nei videoshop italiani. Ma tra la SubWay Innovative ProdActions e gli altri produttori europei (GGG, Inflagranti, Magma ecc.) c’è un abisso. Nei suoi film si respira un’atmosfera diversa, underground e diretta, estrema e molto kinky – forse troppo: non è mai stato invitato al Berlin Porn Film Festival proprio perché considerato troppo oltre. Peccato, perché Thaur sembra possedere lunghe antenne e motivazioni quantomeno interessanti, come dimostra la sua storia: austriaco del 1960, inizia a suonare da adolescente; poi l’Oriente (dice la biografia: «1988-1990 sex guru of a travelling commune») e una crisi personale che lo riporta in Europa nel 1991. Qui incontra la sua attuale compagna, Kristen Krüger, e nel 1994 fondano il KitKat, il primo club trance berlinese dove si può fare sesso in pubblico. Il successo è globale e il KitKat quest’anno spegne quattordici candeline.

Nel 1999 Thaur crea la SubWay, i cui primi film sono girati nel club col pubblico come protagonista. Poi continua a filmare al KitKat, ma di giorno. E sviluppa uno stile basato sulla sua «capacità di comunicare col genere femminile». Fanciulle evidentemente consenzienti, simpaticamente brutalizzate da una gang di gentaccia capitanata da lui, in un crescendo che attraversa molti generi: BDSM, gangbang, wet’n’messy, in certi casi fino allo scat. Il tutto, pieno di dialoghi e di realtà: «Ero stufo della pornografia che vedevo, imprigionata nei generi, così ho iniziato a farne io stesso; i miei film aderiscono alle regole di Dogma 95*. Ho prodotto circa 250 film in sei anni. Gli attori maschi [sempre gli stessi] sono i miei amici e le attrici erano amiche di amici, o clienti del KitKat». Nei film di Thaur c’è quello che vorrebbe vedere lui, che piace fare a lui e che in molti casi fa lui; in questo senso è un artista, forse il solo che abbia visto fare dei veri porno e uno sciamano in grado di mescolare umorismo e porno durissimo, umiliazione e consensualità, radicalità e psicologia. La parabola dei suoi film rispecchia fedelmente quella del suo desiderio: Sex Trance Bizarre (27 film), la prima serie, documentava l’atmosfera del KitKat: «Il club è nato anche perché fare sesso in pubblico era una delle mie fantasie». Con la serie Experiment: Ausgeliefert Sein (61 film) nasce lo stile Thaur, che si sviluppa in varie direzioni, tutte legate alla sua curiosità. «In Breaking Taboos (15 film) volevo vedere quanto sesso si potesse fare per strada prima di venire arrestati»; per la serie Avantgarde Extrem (56 film) Thaur prende in mano la telecamera e alza il tiro con la regia, rimanendo presente nei film solo in voce (e a volte con le mani); ma è nella serie Portrait Extrem (18 film) che infrange uno dei tabù dell’industria, la coprofilia: «Il fatto che sia così controverso è stato certamente una motivazione aggiuntiva». La genesi dell’ultima serie è significativa: «In giro si era sparsa la voce che giravo scene scat e questo creava molta prevenzione nelle potenziali attrici. In 3 Bengel für Charlie (34 film), benché certi elementi siano presenti, le ragazze (quasi tutte non professioniste) possono familiarizzare col genere di sesso che facciamo noi. Per me la dinamica è essenziale, come la consensualità. Così, di comune accordo, si poteva smettere o passare a pratiche più intense».

In un universo obliquo e sordido come quello del porno, uno come Simon Thaur è l’eccezione; una sintesi inedita di elementi della contemporaneità, dalla logorrea produttiva all’idea del sesso come elemento di un immaginario più ampio. Dal 2006 ha smesso col porno. Ha sempre il KitKat Club e spinge la sua musica: «Il principio è lo stesso dei film: mescolare i generi e infrangere tabù». La trovate sul suo profilo su MySpace, insieme a ulteriori informazioni sul suo sito Simonthaur.de.

*Movimento fondato dal regista danese Lars von Trier, che teorizza una ripresa filmica attinente alla realtà ricorrendo il meno possibile a effetti speciali e a interventi in post-produzione.

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