Full disclosure

Per anni non l’ho detto a nessuno, me lo tenevo come un piccolo piacevole segreto tra me e me (che era l’idea originaria). Poi l’ho raccontato a quei miei amici che potevano capire l’idea (balzana) che c’era dietro. Ieri sera pensavo che magari potrebbe essere un’informazione utile, curiosa o, volendo capire come lavoro, aggiungere una ulteriore, minuscola dimensione. Naturalmente c’è anche della vanità, ma non solo.

In tutti i brani musicali che ho prodotto, dai miei primi demo fine anni ’80, fino a circa il 2000*, ho nascosto un campionamento di un compositore contemporaneo, diverso ogni volta. In certi casi un frammento minuscolo in una texture più complessa, o magari più lungo ma in loop e mixato bassissimo, rallentato e doppiato con un pad, tagliato per gonfiare un rullante, mandato in un eco, ecc. La lista è lunga: Boulez, Stockhausen, Scelsi, Nono, Curran, Cage, fino a Arvo Part, Demetrio Stratos, György Ligeti, Pauline Oliveros e molti altri. Nel 99% dei casi non si sente, o lo sento solo io che lo so.

Perché? Innanzitutto perché mi piace tenere a mente da dove vengo, specialmente se mi trovo in un contesto diverso. E così come indosso la mia provenienza “dal basso” in contesti culturalmente “alti”, abbraccio (segretamente ma) orgogliosamente John Cage, che è una delle “direzioni culturali” dalle quali anche provengo, mentre faccio un Beat Reggae. Poi perché mi piace l’idea di nascondere delle cose dentro altre cose. Sul mio secondo album Inaudito c’era il mio numero di telefono composto coi toni: bastava mettere la cornetta davanti alla cassa e mi si poteva chiamare a casa (purtroppo solo da Milano). E infine perché ogni volta che ascolto certe canzoni, talvolta pure alla radio, sorrido e penso: “Pierre Boulez is in the house!”

Forse dovrei scusarmi coi vari artisti e case discografiche che nel tempo hanno inconsapevolmente contribuito a perpetrare questa follia. Però sono passati tanti anni, siamo ancora tutti amici, non se ne sono mai accorti, nessuno s’è lamentato, insomma ecco – magari è andata.

*Questo include i miei due album, i dischi prodotti negli anni ’90, e i remix pubblicati fino al 2000, con pochissime eccezioni, forse tre (Discografia).