Umarells forever

Benché l’Italia soffra di omologazione come il resto del mondo, e molte cose siano indistinguibili che vengano da Bergamo o da Enna, alcune caratteristiche etnico-socio-whatever rimangono inalterate. E’ il caso degli Umarell, i pensionati bolognesi (e emiliani in genere) che costutuiscono un gruppo a sé con usi, costumi e abitudini proprie (come rovistare nell’immondizia, girare su bici assemblate, osservare e commentare i lavori in corso e leggere l’Unità affissa sui muri). Chiunque abbia frequentato l’Emilia li conosce, e li riconosce subito.

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Esiste oggi un sublime sito, un fotoblog, che finalmente ne affronta la fenomenologia con l’ottica giusta, che non è quella sociologica (appiccicosa e problematica) ma quella neutra e oggettivizzante dell’Etologia. Si chiama Umarells Uotching, sottotitolo “Sono tanti, vivono in mezzo a noi, ci osservano… E noi osserviamo loro.” Li guardano con crudeltà e tenerezza insieme, come d’altronde fanno gli umarell medesimi, e il risultato è impeccabile, vedere per credere. Già da sola questa foto basterebbe a giustificare l’intera operazione: vale veramente più di mille parole.

Tra i dettagli perfetti non mancate di notare i link, che sembrano i preferiti di un umarell: Camomilla Bonomelli, Castorama, Coop, Dottor Gibaud, Eminflex, il Carlino, le Poste di Corticella, Prodi, Cofferati e Guazzaloca (futuri umarell), la Usl… (grazie a Dax per la segnalazione)