By any means necessary (Malcolm X)

Leggo su Rumore (da cui sono appena stato autorizzato a pubblicare qui gli Avvisi di Chiamata) che Violetta Beauregarde, svizzera italiofona che fa musica elettronica angolosa e stimolante (il suo sito in inglese, e il suo blog in italiano), è in guerra contro gli utenti di Reason (tra cui ci sono anch’io) “per l’alone di pretenziosità che l’avvolge e per il fatto che chi lo usa in genere considera Fruity Loops,” che invece usa lei (e pure io, con gaudio), “poco più che un giocattolo.” Sulla prima obiezione non saprei: con Reason mi trovo bene e con me non è mai stato pretenzioso. Viceversa mi ha molto inquietato la seconda questione. Ma davvero c’è ancora qualcuno in giro che distingue tra software “professionale”, “completo” e “affidabile” (tipo ProTools, che è un disastro, o Reason – che è bellissimo ma ancora molto limitato) e “giocattoli”? Ma in che eone è rimasto bloccato? Questa distinzione NON ESISTE, e chiunque la pratichi ancora dovrebbe consultare un esorcista. Secondo me i programmi vanno usati tutti alla bisogna. E il bello è proprio confonderli facendogli fare qualcosa di diverso da quello per cui sono stati pensati, possibilmente qualcosa di compromettente ed eversivo (come fa VB e a volte anch’io). Quindi, mademoiselle Beauregarde, vai di Fruity Loops, di tastierine cinesi (ho una drum machine da 5 euro, pure cinese, davvero hardcore) e di qualsiasi altra cosa faccia bonk con piacenza, incluso Reason – se serve. E ai tuoi pretenziosi amici digliene quattro anche da parte mia: be strong, Lady, be wrong!

A questo proposito vi segnalo che su Daridire.net ho appena messo in downloading un mio remix del 2004 fatto apposta col software sbagliato ma che suona ben benino, sebbene rotante.