Due amici, un’orchestra vuota e uno spinello

Sono sempre stato molto affascinato dal Karaoke; solo la destinazione finale, bar o feste dove la gente canta, mi attira meno (anzi mi turba: le poche volte che ho assistito ad un Karaoke l’imbarazzo era forte). Ma il resto è bellissimo: dal nome, che in giapponese vuol dire Orchestra Vuota (che manco a Cage sarebbe venuto in mente), al fatto che si tratta di prodotti interattivi, musica semilavorata da completarsi a cura dell’utente, fino alla sublime precisione (maniacale, nel caso di Karaoke made in Japan) delle basi musicali, che devono essere il più possibile simili agli originali. Per me poi che amo la musica vuota, ripetitiva e sempre uguale, sono spesso migliori degli originali (è il caso di Toxic di Britney o di Vogue di Madonna).

Oggi il Karaoke viaggia in Dvd, corredato di testi in 3d ed effetti pirotecnici, ma se ne trovano ancora molti in mp3, nelle reti P2P e perfino su Internet. L’archeologia del Karaoke è il Midi file, un documento che contiene memorizzate le note di una canzone che vengono suonate dal vostro computer (o dal tastierone General Midi, presente in svariati modelli – alcuni puro Star Trek – in molti pianobar). Questi file sono quindi leggerissimi (sui 40 k) e in certi casi assolutamente strepitosi (come questa sfrenata versione di Tico tico). Dai file .mid vengono i .kar, che contengono sempre un midi, ma corredato di testo scorrevole.

Fosforo è lieto di farvi omaggio di “Che sarà” (quella con l’immenso incipit “Paese mio che stai sulla collina”) in versione Karaoke (realizzata in Brasile), ottima per farsi la barba, depilarsi o scassare il cazzo ai vicini. (Clicca e ascolta, cliccadestro e salva – almeno su Mac)