I soldi e la bocca

Come tutti i miei affezionati lettori/ascoltatori/pubblici vari sanno molto bene, da quando è arrivata la rete io ho dato il mio contributo, dal 1999 col sito Radio Lilliput in poi. Con un piccolo prologo: il mio secondo album Inaudito è stato tra i primi (molto probabilmente il primo, ho cercato un po’ e non ho trovato precedenti) a essere disponibile online legalmente, cioè legittimamente scaricabile in formato Mp3, nel 1997 considerato una cosa da pirati (da chi lo conosceva). Per qualcuno di voi è stato il primo disco digitale – di una lunghissima lista che continua ancora oggi. Nel frattempo anche il mio primo album è scaricabile gratis, e così una grande quantità di altra musica che ho prodotto negli anni. I mie articoli sono tutti e 500 su questo sito, leggibili gratis e senza cookie velenosi. Molta della mia musica è disponibile anche su YouTube, in gran parte non caricata da me, e benché ne abbia avuto la possibilità non mi sono mai opposto a queste pubblicazioni: preferisco ridere ogni volta che Red Ronnie dice una bestialità e la gente posta la mia canzone su di lui. Naturalmente c’è un aspetto di vanità: mi fa molto piacere che la mia musica sia condivisa. Però naturalmente manca un elemento che viceversa è essenziale: i soldi.

In inglese c’è una bella espressione: Put your money where your mouth is, cioè Metti i tuoi soldi dove sta la tua bocca. È una esortazione a passare dalle parole ai fatti, e in questo caso mi pare perfetta. Credo che l’economia post-digitale di gente come me (e siamo tanti) non passi attraverso i banner sul sito, i link sponsorizzati negli articoli o i paywall (cose che fanno in molti). Sono convinto che possa esistere una via meno spiacevole, più proattiva e interessante: comperare le cose che faccio e che vendo, perfino se potreste fruirne gratuitamente. Significa sostenere un autore indipendente (che per voi è un vantaggio) il quale non vi considera mucche da mungere ma fruitori, utenti, gentile pubblico.

Recentemente circola un meme molto condiviso tra creativi di ogni genere. Dice qualcosa come: sì, io ci metto 10 minuti a fare un lavoro, ma ho l’esperienza di 20 anni di mestiere. Tu mi paghi per questi, non per i 10 minuti. Ecco, comperare il mio disco ha esattamente questo senso: se siete miei affezionati fruitori forse dovreste (e poi è un disco bellissimo – ma questo resta tra noi).