Il bello di avere vent’anni

Post bifido. Uno: proprio in questi giorni festeggio i vent’anni di presenza online. A settembre 1999 andava online il mio primo sito, Radio Lilliput (di cui qui trovate un’immagine della home page, non la prima che è orrenda, una delle successive). Mille grazie a tutti quelli che parteciparono a quel progetto: era così bello soprattutto per i vostri fantastici contributi.

Due: essendo attivo su Internet da vent’anni, naturalmente mi sono chiesto molte volte perché starci, dandomi di volta in volta ragioni diverse. All’inizio c’era l’entusiasmo di poter pubblicare in tempo reale delle cose che tutti (tutti quelli che avevano accesso a Internet, cioè in Italia una sparuta minoranza) potevano leggere, guardare e ascoltare. Poi naturalmente nel tempo le cose si sono evolute. Ho iniziato a pubblicare gli articoli usciti in edicola,  ho aperto questo blog, ho aggiunto musica e video, e via dicendo. A un certo punto sono arrivati i Social Media, prima MySpace, poi Facebook, Instagram, ecc. Questo naturalmente ha ingarbugliato la questione: essendo moderatamente “pubblico”, ho sempre pensato che il mio sito fosse la centrale operativa della mia presenza online. E in fondo lo è: se devo dire qualcosa di complesso lo scrivo qui e poi semmai lo condivido su Facebook: sul mio profilo personale e sulla pagina “Sergio Messina, musicista”. La funzione di una pagina su Facebook naturalmente è molteplice: consente a chi ti conosce di seguirti e di mostrare apprezzamento, e a chi non sa chi sei magari di scoprirlo.

Ho sempre avuto una certa ambivalenza intorno all’idea di pubblicizzare il mio sito, per mille ragioni. Non ultima che, come vedete, qui non c’è pubblicità, non ci sono link affiliati o cookie appiccicosi. Quindi l’unico interesse che potrei avere nell’aumentare i miei visitatori è la vanità, l’idea che quello che faccio sia così fico da piacere a tante persone. Un sentimento che non mi appartiene: basta farsi un giro sul resto di questo sito per accorgersi che essere popolare evidentemente non rientra tra i miei obiettivi principali. Naturalmente quando capita che un mio post su Fosforo ha molti like e condivisioni sono contento. E magari posso perfino immaginare che questo fatto allarghi la platea dei visitatori di Fosforo non solo episodicamente. Ma l’idea di spendere dei soldi per aumentare le visite a questo blog continua a essermi aliena. Ecco perchè ogni volta che Facebook mi mostra questo annuncio sorrido, e capisco di essere un dinosauro:facebookQuello che vedete è un’anteprima della pubblicità che Facebook mi regalerebbe se accettassi di farla (il contenuto della pubblicità è il post precedente di Fosforo). I primi 10 € me li regala, poi si aspetta che ne spenda. A che scopo? Raggiungere una platea più grande. Spesso mi dice anche quanti: con 4 € raggiungi 2.000 persone, ottieni 1.000 like e via dicendo. Io però non sono la carta igienica a 3 veli, e di 2.000 persone generiche non so cosa farmene, non saprei cosa dirgli. E per quanto io possa raffinare i parametri della mia campagna, mi pare difficile riuscire a acchiappare un pubblico anche solo lontanamente simile a quello che si è andato consolidando geologicamente nel corso di questi vent’anni intorno a questo blog e ai miei siti: Radio Lilliput, poi RadioGladio.it e infine questo. Un pubblico non numerosissimo ma molto apprezzato, e che ringrazio uno/a a uno/a.