Off limits

offChi mi conosce sa che sono un fan della tecnologia, che la osservo con interesse e non di rado me ne avvantaggio. Ne ho scritto un po’, sono stato autore di alcune puntate di Mediamente (il programma sulle tecnologie inspiegabilmente ucciso dalla Rai subito prima della diffusione di massa di dette tecnologie), e via dicendo. Ovviamente possiedo uno Smartphone, del quale faccio un uso magari eccentrico (è il mio Metronomo principale), e il Telefono è la funzione che uso di meno (e la notte lo spengo). Devo dire che con la comunicazione sono un po’ complicato: la mia preferita è l’email, asincrona e flessibile, rapida oppure dettagliatissima. Ma ho due idiosincrasie insormontabili, che mi impediscono di apprezzare alcune grandi innovazioni del XXI˚ secolo.

La video-telefonia mi fa orrore, eccetto in caso di nudità di uno o più partecipanti. L’idea che ci guardiamo mentre parliamo (in quel modo ubriaco della webcam/fotocamera, dove per guardare l’interlocutore si abbassa lo sguardo) non mi pare aggiungere niente alla comunicazione, mentre mette in gioco una serie di altri elementi: c’è disordine alle mie spalle? Mi sono fatto la barba? Ho una enorme caccola che mi pende dal naso? Capisco che si tratti di un mio limite, magari non so cosa mi perdo. Fattostà che me lo perdo con piacere (e la divertita perplessità dei miei interlocutori).

Le notifiche invece le ho spente tutte da subito, senza pensarci un momento. Le uniche attive sono quelle dei messaggi (sms o simili) e delle chiamate perse. Inoltre ho impostato i miei account email per NON scaricare la posta in automatico, ma di attendere che lo faccia manualmente quando ho voglia (e mai dopo le 19). Non ricevo nemmeno le notifiche via email: quando vado sui Social Network (dei quali non ho installato le app, quindi col browser) vedo i like, i messaggi, ecc. Qui il problema è più interessante: ho una naturale difesa alla condizione di Always ON, probabilmente dovuta all’età, ma anche alla necessità di spazi di vuoto, quelli dove vengono le mie idee migliori. La tecnologia mi piace quando mi serve, ma se mi “chiama”, mi distrae con informazioni che al 99.99999% possono aspettare.

Di recente Facebook (sul quale ho anche una pagina) mi ha comunicato che non sono abbastanza veloce (nel rispondere ai messaggi) e che pubblico pochi contenuti. Io sono velocissimo, e pubblico una notevole quantità di “contenuti” (come questo post), da ben prima che FB esistesse: è che Facebook si aspetta che io passi le giornate sulla mia pagina, o accenda le notifiche, per rispondere, commentare, esserci in tempo reale. Un’idea veramente insensata, molto malata dentro, alla quale credo bisognerebbe dire qualcosa.