L’estasi del vaccaro

Sulla musica ha ragione il grande Lee Scratch Perry (secondo me un genio assoluto), che alla domanda “What kind of music do you like?” ha risposto “I like do-re-mi fa-sol-la-si music”. Esattamente come al Joe’s Country Bunker dei Blues Brothers, nel mondo esistono solo due generi, la musica buona e quella cattiva. Da anni ormai ho una vera fissazione per il country buono (che è raro ma meraviglioso, e di molti tipi diversi), che ormai tengo quasi solo per me. Ma l’altra sera si parlava di film e io ho tirato fuori Deliverance (in italiano “Un tranquillo week-end di paura”) che mi piaque molto, e che tra l’altro contiene inserito nella storia un pezzo bluegrass (sottogenere country con banjo) di Eric Weissberg assolutamente pazzesco (di cui qui c’è una brutta versione midi, ma giusto per capire).

Fortunatamente qualcuno ha detto “Mi ricordo, in quel film c’era un pezzo di banjo bellissimo” salvandomi dall’impaccio di doverlo dire io. Se anche voi come me fin da piccoli avete sentito una inspiegabile attrazione per questa musica un po’ ottusa e sempre uguale, ulteriormente intontita dal bordone acuto, quella nota alta un po’ sbleng ossessiva che ha il banjo – unico tra gli strumenti occidentali (e infatti è di origine africana, anche se non pare), insomma se pure a voi v’ha sempre fatto un effetto esagerato, non dovreste perdervi Earl Scruggs e Lester Flatt (nella foto; cliccala per vedere le copertine dei dischi), due che solo a guardarli già ispirano meraviglia. Il sito Flatt & Scruggs (sede della Flatt and Scruggs Preservation Society) descrive bene il mondo. I dischi dei due sono furibondi; eccovi un file midi del loro pezzo più famoso, Foggy Mountain Breakdown (clicca e ascolta o cliccadestro e salva). Per asoltare 30″ dell’originale basta andare su earlscruggs.com e parte la base.