Compitino d’agosto

Apprendo stamattina della creazione di un gruppo di lavoro (capitanato dal ministro Brunetta) per regolamentare Internet. Si chiama Progetto Azuni (dal nome del cittadino sardo incaricato alla fine del ‘700 di redigere un codice delle regole della navigazione) e, entro 30 (trenta) giorni da ieri (quindi in agosto), deve affrontare e “risolvere” le seguenti questioni (dal sito del progetto):

• la cosiddetta “incertezza dinamica” che contraddistingue Internet, per il concomitante agire di fattori quali la crescita stocastica della rete, la irreversibilità e la multilateralità della crescita stessa;

• l’architettura complessa della Rete, la sua natura multi-stakeholders e i modelli “aperti” (open source e open data);

• gli effetti sul funzionamento dei sistemi democratici (e-democracy, digital divide, e-inclusion, e-government);

• i temi legati alla privacy e alla dignità della persona che si confrontano con l’uso dei mezzi elettronici che pone nuove sfide di ambito territoriale, scala e velocità;

• la remunerazione del lavoro intellettuale, inclusa la ridefinizione degli strumenti regolamentari in materia di copyright;

• l’analisi della esistenza e/o della dimensione di fenomeni genericamente considerati fattori “devianti”, quali ad esempio l’eccesso di informazione, la disinformazione;

• possibili forme e limiti di intervento in termini di tradizionali strumenti di policy: accountability, regolazione, enforcement, incentivi e codici di autoregolamentazione a livello nazionale, europeo e internazionale.

Non posso non notare (come fa Zambardino nel suo blog) che le parole inglesi andrebbero sempre usate al singolare. Inoltre mi chiedo quanti, oltre a Brunetta e ai suoi camerati, considerino “deviante” l’eccesso di informazione (viene in mente la questione Wikileaks), Infine mi domando: cosa mai intenderà fare Brunetta per risolvere “la crescita stocastica della rete, la irreversibilità e la multilateralità della crescita stessa”? E la sua soluzione prevederà l’uso del waterboarding?

PS: Ho dimenticato di aggiungere che, sempre sul sito, c’è un forum/mailing list sul quale dare consigli e suggerimenti (sulla cui utilità, alla luce dell’immensità dei problemi posti e del necessario coordinamento globale per provare a discutere anche solo uno di questi argomenti, ognuno la pensa come vuole).