Brutti fuori, ignoranti dentro

Colpisce per imbecillità il provvedimento di chiusura di quattro mesi del Cocoricò*, a causa del decesso di un minore per droga. Mi pare una follia per un notevole numero di ragioni: quattro mesi significa mettere in ginocchio un’azienda, mandare a casa dei dipendenti (si parla di 200 persone) e criminalizzare un intero settore. Ma quello che scandalizza è che alla base di questa follia c’è l’incapacità. Se uno stato non è in grado di far rispettare la legge, forse dovrebbe aprire una riflessione per capire dove sbaglia, mandare a casa chi sbaglia e cercare di cambiare le cose. Invece si sposta la responsabilità su dei privati, i quali NON vendono droga, NON ne promuovono l’uso e NON ne facilitano il consumo.

Il Cocoricò, piaccia o meno a Angelino Alfano, è una importante realtà culturale contemporanea del nostro paese – un paese che ne ha pochissime, e il cui governo non fa NIENTE per migliorare le cose. Certo, un governo composto di bifolchi ignoranti una cosa così non può capirla. Quindi immagino che dopo aver costretto Filippo Giunta a spostare il Rototom Sunsplash da Osoppo in Friuli a Benicassim in Spagna (per ragioni simili, ed ha appena vinto in tribunale), questi imbecilli riusciranno a far spostare il Cocoricò altrove. Col risultato che l’Italia rimarrà da sola con Pompei (che cade a pezzi), il Lardo di colonnata e il Barolo. Prodotti eccellenti, che ci traghetteranno certamente verso un XIX secolo luminoso e entusiasmante.

* Pare che, dopo un controllo “casuale”, si sia accertata dell’evasione fiscale al Cocoricò. In questo caso, essendo un’azienda florida, gli si dovrebbero far pagare fino all’ultimo centesimo. Ma questo è quanto.