Flautino assassino

Sono 24 ore che penso di scrivere questo post, non ho molto tempo ma devo. Ieri qualcuno ha pubblicato questo video di un minuto (solo per maggiorenni) a commento di un mio post su Facebook, e vorrei parlarne.

Innanzitutto dichiaro che si tratta di un video terribile, che documenta una cosa che non vorrei mai più vedere: violenza su una donna, e violenza domestica in generale.

Poi volevo anche dire che è da ieri che rido, mi sveglio la notte e rido, ci ripenso e rido, e più lo guardo più rido. Vediamo di capire cosa succede. Il video inizia con lei che suona il flauto dolce dal balcone. Lo suona male, fastidiosamente male, e posso immaginare che in famiglia non siano così felici quando lei lo impugna. Dopo sei giorni di isolamento domestico poi, non riesco a pensare a niente di peggio. Quindi il marito/padre (non si capisce) ha tutta la mia comprensione, benché ovviamente condanni il suo gesto con fermezza. È talmente esasperato che prima la picchia con una tanica, e poi le dà una sorta di cazzotto stereofonico che non avevo mai visto ma che da oggi sarà la mia mossa d’attacco prescelta. Il tutto in uno scenario di silenzio, pestilenza, esasperazione che pare dipinto da Ciprì e Maresco.

Eh sì, uno dei drammi dell’isolamento per covid19 è quello sociale: gente che non si sopporta, esasperata, che non sa più cosa fare, che “in casa c’era un flautino e poi è successo il patatrac”.

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