Porci ai porci

Ci sono molte cose irritanti del Festival di Sanremo (non quello in corso, ma in generale). La più irritante è perfettamente rappresentata da questo episodio: la volta che a Sanremo i Placebo spaccarono gli strumenti. A Sanremo? Ma sei scemo? Ti credi di essere a Monterey Pop? Non hai proprio capito un cazzo. E passi per i Placebo, che avranno preso un compenso sontuoso per una comparsata e non avevano il dovere di capire un cazzo. Quello che mi preoccupa sono gli esempi recenti, di gente che magari avrebbe anche senso, che usa il palco di Sanremo per immaginarsi di essere David Bowie, o Mick Jagger. Che spende quei tre minuti per far sapere all’Italia che anche lui è un pochino Iggy Pop. A Sanremo? Ma quanto sei fesso? Sanremo è la patria di Albano e Romina, che giustamente beccano una standing ovation. Dice: ma io uso quei tre minuti per comunicare col mio pubblico. Se il tuo pubblico guarda Sanremo e si becca i Ricchi e Poveri forse se li merita? Tu che ci fai sul palco con Masini? O Masini è il nuovo Van Morrison e io mi sono perso qualcosa?

Sanremo è Sanremo, si sa. Non è il Fillmore West, non è il CBGBs e nemmeno il Marquee. E non lo diventerà mai (grazie a Dio). Perfino se ti metti quella tutina, l’Ariston rimane l’Ariston, Amadeus resta Amadeus e il pubblico si sganascia per delle battute su Don Matteo. Tu sei lì per vendere dei dischi, e sai che se catturi l’attenzione ne vendi di più. Altro che Iggy Pop.

2 thoughts on “Porci ai porci

  1. Tutto molto chiaro, ma davvero escludi che anche questo festival possa trasformare profondamente se stesso e il suo pubblico e i suoi codici di comportamento (anzi li stia già trasformando)? E che il mutamento implichi anche gesti come questi, piacciano o meno? (non sto facendo delle domande retoriche, bada bene)

    • Buona domanda. Non mi pare che il festival si stia trasformando significativamente, se non per un aspetto forse inevitabile: inseguire alcuni fenomeni popolarissimi (come il Rap o la Trap) con un certo ritardo. Il trionfo di Amadeus (eroe nazional-popolare) suggerisce il contrario. Inoltre non credo che il festival debba trasformarsi in qualcosa di diverso, e men che meno diventare una vetrina di buona musica. Non lo è mai stato, se non casualmente e, non essendo un’istituzione pubblica, non sento il bisogno di rivendicarlo. Se abolissero Sanremo e la Rai producesse un programma musicale ben fatto, condotto da qualcuno che sa di cosa parla e con dentro la migliore musica italiana di qualsiasi tipo, sarebbe molto meglio. I gesti come questi, fatti a Sanremo, servono a fare rassegna stampa e poco altro, si liquidano con delle battute e non spostano niente. Molto meglio Tiziano, signorile e dirompente.

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