Dolce casa

C’è un aspetto della vicenda della famiglia Casamonica (arrestata in blocco per mafia, con successivo sequestro di case abusive) che non mi va giù. Quando hanno sequestrato le loro ville, sono state fatte entrare le telecamere, per mostrare alla popolazione il lusso nel quale viveva questa famiglia. Abbiamo visto la passerella del primo ministro, che si soffermava sugli arredi, “pacchiani” e “di pessimo gusto”. Gran parte dei miei contatti sui social concordavano: che orrore, il mobilio dei Casamonica.

Ecco: questo snobismo dell’arredamento non mi è piaciuto per niente. E meno ancora l’operazione ignoranza + ricchezza = pessimo gusto. Vorrei fare due esempi. Il primo è la residenza di Trump a in Florida, detta Mar-a-lago, della quale vedete un’immagine qui sopra (ma che se cercate in rete perdete la vista, da quant’è carica di cose dorate). Poi vorrei evocare la villa di Berlusconi in Sardegna, che ha 68 stanze, un anfiteatro, un vulcano artificiale e una piscina sotterranea “segreta”, decorata con un mosaico che ritrae Poseidone.

Si tratta di due laureati, famosissimi e ricchissimi, che certamente possono permettersi degli arredatori, gente di buon gusto che gli consiglierebbe cose scicchissime. Eppure.

Aggiungerei un’altra considerazione. Tra i miei conoscenti, i più accesi dileggiatori del mobilio dei Casamonica sono affezionati clienti di Ikea. Anche io in casa ho qualcosa del Ministero del Mobilio, ma non mi sognerei mai di immaginare la libreria Billy come un simbolo di gusto mobiliero: è comoda, economica, fa il suo mestiere. Però sentire gente che possiede esclusivamente mobili Ikea, identici a quelli del suo dirimpettaio, dei suoi amici e del resto del mondo, discettare sullo scarso gusto arredatorio dei Casamonica fa un po’ ridere.

 

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