Dead nation

Ecco un periodo curioso, almeno per me. Osservo il governo dei giovani preoccuparsi (giustamente) dei lavoratori dipendenti che guadagnano poco, mettendogli 80 euro al mese in busta paga. Lo sento mentre annuncia tre anni tre di tasse in regalo (non è che non le pagheranno: gliele paga lo stato) alle aziende che assumeranno nuovo personale (eventualmente licenziabile dopo tre anni, con buona pace dell’art. 18). Lo scruto mentre fa accordi con Forza Italia – con una tale efficienza che perfino Berlusconi può finalmente riposarsi, ammirato dal suo alter ego Renzi, e andare a cena con Luxuria. E se con un occhio osservo il governo e i suoi provvedimenti, con l’altro guardo la mia situazione personale: occasioni di lavoro che si restringono, un contesto culturale sempre più irrilevante (e in mano ai soliti pessimi di sinistra), nessuna soluzione in vista. La cultura serve a poco, e la poca che serve è già stata assegnata a amici e parenti, a servi e complici. Col risultato che, come sapete se frequentate questo blog, molto poco di quello che faccio ha una qualche visibilità. Non sono da solo: ci sono almeno un paio di generazioni di persone di qualità che sono andate perse, spente dall’indigenza, strangolate dal clientelismo/parentismo (che nella cultura italiana è sovrano), azzoppate dalla pochezza del contesto, costrette a baciare il culo a ex comunisti per poter lavorare*.

Giusto per dire che: ci sono cambiamenti in vista (ne parliamo quando succederanno), e che riguarderanno anche Fosforo. Che molto probabilmente cambierà lingua (inglese) e  smetterà di occuparsi di affari italiani: io devo sopravvivere in qualche modo, e se posso smettere di parlare di Graziano Delrio e dei suoi nove figli (una condizione che negli anni ’60 veniva definita di indigenza culturale, ignoranza contraccettiva e degrado sociale – e a me pare ancora così) preferisco. La scarsa frequenza di post non è pigrizia, è che a questo punto qualsiasi commento mi pare perfettamente inutile. Questo paese è andato, morto, finito: fatevene una ragione e, se siete ancora in tempo, organizzatevi.

* Eh sì, la sinistra italiana è assai più colpevole della destra, perfino considerando Berlusconi.

Comments are closed.