Songs of indecence

Non ne avevo scritto ancora per una ragione assai semplice: perché svilire questo blog facendoci comparire la parola U2? Stamattina però me ne offre l’occasione un altro nome che qui compare poco, Thom Yorke. Il quale ha appena pubblicato un nuovo album, distribuito attraverso Bittorrent – che inaugura così un nuovo metodo di pagamento. L’album costa 6 dollari, circa 4 euro. La notizia è interessante perché taglia fuori i grandi distributori digitali come iTunes o Amazon, ma anche per un’altra ragione: la tecnologia di Bittorrent prevede che siano gli utenti stessi a tenere i file  nella loro cartella condivisa, partecipando attivamente alla diffusione di quel materiale. Una bella differenza rispetto agli U2, i quali hanno venduto ad Apple il loro album (che infatti Apple usa nelle pubblicità in tv), distribuito gratis a tutti gli utenti di iTunes – a loro insaputa. Si tratta di uno dei fuckup più memorabili della storia della musica, evidentemente realizzato da persone (Apple + U2) che non capiscono un cazzo di cultura pop. Non c’è niente di peggio che si possa fare a chi, come me, trova gli U2 ripugnanti e sbagliati. Infatti in rete è sbocciato un tale florilegio di insulti che la Apple ha velocemente approntato un sito apposito per aiutare gli utenti a eliminare l’album in questione. Sito che Yorke definisce giustamente “Probably the best thing that a technology company released in terms of a music product this year”.

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Non c’è una morale, bensì due logiche commerciali che si confrontano. Da un lato si cerca di capire qual è il giusto prezzo per le canzoni, che non dovrebbero essere gratis ma nemmeno costare 1.37 euro ciascuna come su iTunes (anche se vecchissime e stranote). 6 dollari per 8 brani più un video mi pare un prezzo equo. L’alternativa è venderlo a un colosso cieco e idiota come Apple, che lo ingozzerà a loro insaputa a gente che non lo vuole, che lo detesterà e lo sfotterà con ferocia – come faccio io. Considerando anche che, a un primo ascolto, il singolo degli U2 è intensamente, profondamente, irrimediabilmente brutto.

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