Il signore delle mosche*

Una delle poche certezze nel mondo della comunicazione contemporanea secondo me è il linguaggio: dimmi come parli e ti dirò chi sei, cosa pensi e – a volte – quanto pensi male. Prendiamo per esempio questa frase, dal blog odierno di Grillo:

Non potete credere che io, con l’aiuto di una srl e con un pugno di ragazzi in Parlamento, possa combattere da solo contro la partitocrazia, la massoneria, il sistema bancario, la BCE, la criminalità organizzata, contro tutti i media.

Ecco come Beppe vede il mondo: Lui (maiuscolo) da solo, con l’aiuto (gli danno una mano, diciamo) di una srl (quella di Casaleggio, e altri prodotti caseari a lui associati) e un “pugno di ragazzi in parlamento” contro tutto il mondo. Ragazzi? In che senso Beppe? Sono minori? Adolescenti inquieti? Oppure intendevi “so’ ragazzi” come dice il tuo amico Ezio Greggio? Perché chiamare “ragazzi” i parlamentari 5* mi pare esattamente il modo nel quale li chiamerebbe Berlusconi – e un po’ conferma l’impressione, che abbiamo avuto tutti, di parlamentari-marionetta: in fondo ragazzi fa rima con pupazzi – e il modo nel quale li cacci via appena dissentono un pochino avvalora questa ipotesi (inoltre, come sapete, penso che ragazzi e giovani siano termini pericolosi nel 2013).

Detto questo, Casaleggio è di sicuro un genio del marketing senza uguali, come dimostra l’abilissima operazione che vedete qui sotto.

Prossimamente: Il movimento dado star, il partito pennello cinghiale e naturalmente le brigate del mulino bianco.

* it.wikipedia.org/wiki/Il_signore_delle_mosche_(romanzo)

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