Pop and politics

Uno dei pochi campi nei quali mi sento un’autorità è “Pensiero radicale e sue ricadute Pop”, e cioè: funzionano a livello Pop le idee radicali, le trovate estreme e le opinioni forti? Io ho costruito una notevole parte della mia carriera lavorando su quest’idea. E’ un terreno scivoloso, naturalmente, perché a chi porta opinioni forti viene spesso attribuito un valore extra, e naturalmente esiste la tentazione di produrne al solo scopo di generare adesione, o di andare contro a qualcosa di ovvio (come l’inquinamento) per produrre consenso. Nel corso degli anni, attraverso la radio, la musica, i giornali e perfino l’arte, ho diffuso idee e opinioni spesso radicali: l’ho fatto innanzitutto perché sentivo quelle idee come mie. Non essendo un cretino però, ho anche tenuto conto di alcuni fattori di marketing non esattamente ovvi ma che secondo me potevano funzionare. Quando ho deciso di pubblicare La Vendetta del Mulino Bianco capivo perfettamente quali rischi correvo, ma anche quali possibilità, visibilità e quindi anche forse reddito ne avrei potuto ricavare. Idem con RadioGladio, o con Realcore (spettacolo che ha girato per 10 anni in mezzo mondo, generando ricavi adeguati): idee che mi sembravano buone e urgenti, ma anche Pop.

E’ con questa consapevolezza che ho osservato la carriera di Beppe Grillo dall’inizio, con sentimenti misti. All’inizio, nella sua fase Baudo, non mi piaceva. Poi, negli anni ’80 si è evoluto, diventando quello che parlava male dei socialisti – talmente male che fu bandito dalle televisioni. Naturalmente questa fase del suo lavoro attirò la mia attenzione: si trattava di uno dei primi esempi italiani di comicità radicale, e Grillo l’aveva gestita così bene da essere – per un breve periodo – al centro dell’attenzione: “Cosa dirà stavolta?” Naturalmente questo genere di lavoro, come dicevo più sopra, è sempre ambiguo: parli male di Craxi perché lo combatti, o perché funziona sotto il profilo Pop? In questo caso la risposta secondo me è “tutt’e due”. Anche la  fase post-televisiva di Grillo all’inizio era affascinante, anche per via del fatto che la gente andava a vedere “il bandito”, che dal vivo poteva permettersi di andare molto più in là che da Baudo. Il passaggio dalle grandi aziende all’indipendenza (dalle major alle indie, per dirla in musica) è sempre interessante – ma gli esempi storici sono pochissimi (vanno sempre menzionati gli Elii, pionieri anche in questo).

Poi Beppe si è evoluto, e ha iniziato a introdurre temi socio-politico-economici nei suoi show, a parlare di Green economy, di decrescita felice ecc. Lo faceva in spettacoli oceanici (teatri tenda, palazzetti, ecc.) a prezzi non esattamente popolari (considerando anche il fatto che era pur sempre un monologo, quindi in sè non costosissimo), di fronte a un pubblico plaudente. Pensateci un attimo: chi non applaudirebbe davanti alla dimostrazione di un motore che emette acqua invece di polveri sottili? Chi non osannerebbe il profeta dell’aria pulita? O qualcuno di voi è favorevole all’inquinamento? Voglio dire una cosa molto semplice: nella scala tra idea radicale e valore pop, l’aria pulita è completamente sbilanciata verso il pop – come tutte le “opinioni” dalle quali nessuno dissentirebbe. Ovviamente lo sappiamo tutti come mai non c’è il motore pulito no? Se io scrivessi un bell’articolo contro l’industria dell’auto che continua a produrre inquinanti e poi chiede agevolazioni fiscali avrei un sacco di mi piace, ma sarebbero dei mi piace che non mi piacciono. In questa fase Grillo non s’è mai visto a un concerto benefit, a una serata contro l’AIDS*, in sostegno di un posto, una realtà, delle persone. Non ha mai avuto alcun contatto professionale con nessuno che io conosca, non aveva alcun tipo di connessione con nessuno. Tant’è che in un post del 2005 lo sfottevo proprio su questo. Il resto è storia recente: spettacoli sempre più politicizzati, il blog visitatissimo, il M5*.

Insomma, il dubbio mi rimane: la quasi totalità delle idee del M5* non solo non sono affatto originali bensì pret-a-porter, ma sono idee sulle quali la stragrande maggioranza del paese (e il 100% dei militanti ex-sinistra, che poi riempiono le piazze) è d’accordo. O qualcuno di voi è per l’aumento dello stipendio ai politici? Qualcuno qui apprezza l’operato delle grandi banche? Chi è a favore delle multinazionali? Insomma, le idee del M5* mi sembrano scritte da un “autore” poco originale, allo scopo di vendere un sacco di biglietti – operazione riuscitissima, e assai pericolosa.

*PS: vedi a volte la memoria che scherzi fa. A una giornata mondiale contro l’AIDS ci venne, nei primi anni ’90 a MIlano. Lo so perché c’ero anche io. Grillo arrivò, fece i suoi 5′ e fuggì via, talmente veloce che mi sono distratto un attimo e non l’ho proprio visto.

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