E quale sennò?

Bravo Giorgio N: è una follia che i bambini nati qui non abbiano la cittadinanza italiana. La questione è semplicissima: ve l’immaginate se foste nati e cresciuti in Australia da genitori italiani, se aveste avuto conflitti familiari proprio per la differenza culturale tra i vostri genitori italici e voi invece no (un grande classico: questi bambini saranno in prima linea in qualsiasi discorso futuro sull’integrazione), per poi ritrovarvi cittadini di un paese che non avete mai visto, che vi ha già causato dei problemi e del quale magari non parlate nemmeno la lingua?

Inoltre questa legge sarebbe il segno di uno stato generoso, inclusivo e lungimirante: un buon inizio per queste persone.

Sarà che sono cresciuto in un paese mono-etnico, iper-tradizionalista e restio al cambiamento, ma devo anche aggiungere che l’idea che i giovani italiani siano indifferentemente di tipo asiatico, veneto o africano mi sembra ancora fantastica.

La cittadinanza a chi ci nasce è normale in molte nazioni come l’Argentina o gli USA. Paesi che una volta si classificavano come Nuovo Mondo. Giorgio ha capito un’altra cosa evidente: il nuovo mondo oggi è pure qua. Ringraziando il cielo.

One thought on “E quale sennò?

  1. La cosa è ancor più scandalosa, considerando il fatto che per convenienza viene data la cittadinanza a persone che non sono nate sul suolo patrio (vedi i vari campioni dei vari sport…)
    Non intendo dire che a costoro non debba essere data, ma che dovrebbe essere data anche ad altri, per dire, chi non ci dice che un qualunque ragazzo, che so, senegalese nato e cresciuto in Italia, magari da adulto non diventi lo scienziato che debella il cancro?
    E i vari La Russa e Calderoli non confermano altro che essere dei poveri e miseri esseri umani…